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Parisi Nicola *

PARISI NICOLA
Foggia 1827 - Casalnuovo (Napoli) 1887
Avviato alla pittura dal cugino F. S. Altamura, studiò all’Accade- mia di Belle Arti di Napoli, esordendo alla Mostra Borbonica del 1851 con Ritratto muliebre-mezza figura, vestita a foggia persiana e Mezza figura di vecchio. Partecipò con assiduità alle prime edizioni della Promotrice di Belle Arti di Napoli (1862, Ritratto di S. M. Vittorio Emanuele; 1864, Giovanni da Procida alla vigilia dei Vespri; 1866, I Veneti all'annunzio della pace di Villafranca, riproposto alla Mostra di Parma nel 1870). Nel 1867 presentò Carlo Poerio condotto all'ergastolo (Napoli, Museo di San Martino), che fu poi premiato all'Esposizione Universale di Vienna del 1873. Accanto ai soggetti storici, d'ispirazione prevalentemente risorgimentale (La breccia di Porta Pia, commissionatogli dalla Casa reale nel 1879, Napoli, Museo di Capodimonte), sviluppò tematiche d'impegno sociale (Mezzodì dell'operaia, Lavoro e miseria, Il diseredato, A mezzodì, Napoli, Museo di Capodimonte; Occhi pieni e mani vuote, esposto alla Promotrice di Napoli del 1873). Eseguì anche numerosi ritratti, un buon numero dei quali si conserva nella Pinacoteca Comunale di Foggia, che custodisce anche il bozzet- tone del sipario del teatro Giordano della stessa città (Ingresso di Diomede a Arpi, 1864), Cerere e San Pietro incatenato.


Parisani Napoleone *

PARISANI NAPOLEONE
Camerino (Macerata) 1856 - Roma 1932
Dopo aver compiuto studi tecnici nella sua città natale, fu prima a Milano e poi a Roma, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti. Fondamentale, intorno al 1875, fu l'incontro con N. Costa, attraverso il quale si accostò alla pittura di paesaggio. Fu tra i fondatori della “Scuola Etrusca” (1884) e con questo gruppo par-tecipò all'Esposizione romana della Società degli Amatori e Cultori del 1885 (In Val d'Arno, Bocca d'Arno, Sull'Arno). Da quell'anno si avvicinò a E. Hébert, direttore a Roma dell’Accademia di Francia, con il quale si perfezionò nello studio della figura ed entrò in contatto con l’ambiente che gravitava intorno all'Accademia e con la famiglia Bonaparte, per la quale eseguì numerosi ritratti (Augusta Gabrielli, Napoleone Carlo; Giuseppe Primoli, Roma, Museo Napoleonico). Con gli anni '90 si possono cogliere nelle sue opere atmosfere simboliste, presenti sia nei quadri di figura sia nei paesaggi (Nec voco nec timeo, esposto alla Biennale veneziana del 1901; Un cielo, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna). Dal 1895 partecipò alle spedizioni artistiche nella campagna romana in compagnia di O. Carlandi e nel 1904 fu tra i fondatori del gruppo dei “XXV della Campagna Romana”. Assiduo alle mostre dell'Associazione degli Acquarellisti, dal 1915 ne divenne membro effettivo.


Parin Gino *

PARIN GINO
Trieste 1876 - Bergen-Belsen (Germania) 1944
Di famiglia ebraica, oltre che con lo pseudonimo Gino Parin, è ricordato dalle fonti anche con il suo vero nome, Federico G. Pollack. Si formò a Trieste con E. Scomparini e G. Navarra per poi passare nel 1895 all'Accademia di Monaco, dove seguì i corsi di K. Raupp, che lo introdusse nella associazione artistica “Münchener Künstler Genossenschaft”. L’ambiente monacense fu assai, stimolante per l’artista, che guardò con interesse al realismo di F. S. von Lenbach e al movimento secessionista di F. von Stück (Armonia in bianco e rosso, 1914, Trieste, Museo Revoltella). Nei primi anni del secolo si recò in Inghilterra a studiare i Preraffaelliti e in particolare A. V. Beardsley (Autunno, Trieste, Museo Revoltella). Predilesse la pittura d’interni e i ritratti femminili (La signora F. T., esposto a Firenze nel 1909), passando dal decorativismo liberty a un graduale accostamento alle poetiche novecentiste. Durante la seconda guerra modiale fu deportato e morì in campo di concentramento.


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