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Norfini Luigi *

NORFINI LUIGI
Pescia (Pistoia) 1825 - Lucca 1909
Iniziati gli studi artistici a Lucca, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia, partecipando dei fermenti libertari che animavano i giovani della sua generazione. Nel 1848 partì volontario con il battaglione accademico per combattere a Curtatone. Di questa esperienza e del viaggio di ritorno in compagnia di A. Tricca e di altri, durato un mese, avrebbe poi lasciato memoria in uno scritto inedito, conservato presso gli eredi. Si dedicò al ritratto e alla pittura di storia contemporanea, legata agli eventi delle guerre d’Indipendenza (Un episodio della battaglia di Novara, Milano, Palazzo Reale). Su commissione del barone B. Ricasoli eseguì nel 1853 un dipinto commemorativo con ritratti della famiglia e, più tardi, una tela raffi-gurante La visita di Vittorio Emanuele II al castello di Brolio (Torino, Palazzo Reale). Per il concorso Ricasoli del 1859 ebbe allogato, dopo la rinuncia di L. Mussini, il Ritratto di Silvio Pellico (presentato all’Esposizione Nazionale di Firenze del 1861, Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti). Professore presso l’Accademia fiorentina dal 1869, passò poi a quella di Lucca e ne divenne direttore nel 1877.


Nono Luigi *

NONO LUIGI
Fusina (Venezia) 1850 - Venezia 1918
Iniziò la sua formazione all’Ac cademia di Belle Arti di Venezia, dove si iscrisse nel 1865, frequentando i corsi di P. M. Molmenti fino al 1871. In quell'anno esordì alla mostra dei saggi finali dell’Accademia con La Scala d'oro nel Palazzo Ducale e II coro dei Frati. Tra le prime opere è da annoverarsi l'Autoritratto (coll. privata), dipinto nel 1868-1870 ca. Nel 1871 raggiunse la famiglia a Sacile (Pordenone) e, percorrendovi le vicine campagne di Polcenigo, trasse ispirazione per i suoi quadri di paesaggio, caratterizzati da una forte aderenza al dato naturale: La sorgente del Gorgazzo, Verso sera a Coltura (esposti a Milano nel 1873, coll. privata). Del 1873 è pure Ritorno dai campi (coll. privata), considerato il suo capolavoro giovanile. Nel 1876 soggiornò a Firenze, Roma e Napoli; due anni dopo si recò a Parigi, dove guardò ai paesaggisti della scuola di Barbizon, e a Vienna. In questi anni comparvero i primi soggetti tratti dalla vita quotidiana (Mattino d'ottobre,1881, coll. privata) e i temi legati alla maternità e all'infanzia sfortunata (Convalescenza, esposto a Milano nel 1873; La sepoltura di un bambino, 1876, coll. privata). Nel 1879 si trasferì a Venezia per partecipare in modo più attivo alla vita culturale della città. Nel 1881 espose a Milano La morte del pulcino (Venezia, Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro) e nel 1883, a Roma, Refugium Peccatorium (1882, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), accolto trionfalmente nello stesso anno anche a Monaco. Il senti-mento materno e quello religioso sono presenti in diverse opere di questo periodo (Passeggiata al sole, 1892, coll. privata; Ave Maria, esposto a Venezia nel 1893, Trieste, Museo Revoltella). Partecipò con assiduità alla Biennale veneziana (1905, Rosario del sabato; 1907, La casetta del curato, Udine, Museo Civico); mentre all'estero espose fra l’altro a Berlino (1888) e a San Pietroburgo (1896). Eseguì alcune pale d’altare di intenso afflato religioso e legate alla tradizione pittorica veneziana del Settecento (Il Redentore in gloria, chiesa della Madonna delle Grazie, Motta di Livenza, Treviso). Insegnò all’Accademia di Venezia dal 1899 al 1917 e per un breve periodo anche a quella di Bologna.


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