Monti Enea *
MONTI ENEA
Attivo a Roma dal 1877 al 1900
Studiò presso la romana Accademia di San Luca e nel 1877 presentò a Torino un'opera dal tema gradito al gusto dell'epoca (Scena greca). Inviò alle esposizioni paesaggi e vedute d'intemo, tratti dai soggiorni a Firenze (Motivo di piazza Santa Croce in Firenze, Motivo nello studio di Ussi, esposti a Firenze nel 1881), a Roma (Motivo nella chiesa di S. Prassede, esposto ad Anversa nel 1885) e a Nizza (Motivo di Nizza, esposto a Firenze nel 1892). Dal 1895 soggiornò a Palombara Sabina, presso Roma (Affresco della chiesa di S. Giovanni in Argentella, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna).
Monteverde Luigi *
MONTEVERDE LUIGI
Lugano (Svizzera) 1841 - 1916
Insieme al conterraneo A. Barzaghi-Cattaneo studiò alla milanese Accademia di Brera, dove nel 1864 fu premiato per un saggio di ornato. Si dedicò ai soggetti studiati dal vero, soprattutto scorci di architetture, e ai temi di genere che presentò dal 1875 al 1906 alle mostre di Torino (Il preludio, In S. Lorenzo a Lugano, La scelta e Rustico), Milano (1880, La mia famiglia), Firenze (1882, Dal barbiere) e Roma (1893, Idillio, Penzolo d'uva, O tempora O mores!).
Monteverde Filippo *
MONTEVERDE FILIPPO
Brescia 1846 - 1920
Formatosi a Milano all’Accademia di Brera con F. Hayez, nel 1866 partecipò alla campagna garibaldina. Dai primi anni '70 fu spesso a Roma dove espose con la Società degli Amatori e Cultori (1876, La primavera) ed entrò nel novero dei paesisti attivi nella campagna romana (La trita del grano-campagna romana, esposto nel 1882 a Firenze e nel 1885 a Roma; Il ritorno dal pascolo- Anticoli Corrado, esposto a Parigi nel 1882). Viaggiò molto e nella città natale fu attivo come ritrattista (Alessandro Foresti, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo).
Montevecchi Amleto *
MONTEVECCHI AMLETO
Imola (Bologna) 1878 - Lugo (Ravenna) 1964
Fu alunno dell'Istituto d’Arte e Mestieri della sua città, quindi passò a Bologna, dove frequentò l'Accademia di Belle Arti e seguì le lezioni di G. Carducci all'università. Ben inserito nell'ambiente artistico bolognese, partecipò al dibattito artistico cittadino negli anni a cavallo tra i due secoli. Intorno al 1905 si trasferì in Romagna dove, a contatto con il cenacolo di D. Baccarini, sviluppò modi vicini al linguaggio simbolista. Ritrattista apprezzato (Bimba, Ravenna, Galleria dell'Accademia), fu anche autore di quadri di genere, di luminosi paesaggi di gusto postimpressionista (Spiaggia di Riccione) e di cicli murali per diverse chiese emiliano-romagnole.



