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Minozzi Eraclio *

MINOZZI ERACLIO
Vicenza 1847 - dopo il 1909
Frequentò l'Accademia di Venezia dal 1865 al 1868, per poi passare a Milano all'Accademia di Brera, dove fu premiato nel 1870 e nel 1871. Esordì a Torino con un paesaggio (1871, Ricordi della provincia di Vicenza), ma nella sua produzione successiva comparvero anche quadri di genere e ritratti (Due vecchi sposi, Vicenza, Museo Civico). Espose a Milano (1881, 1894), a Genova (1892), a Firenze (1897, Sempre felici, Campagna russa) e a Londra, dove soggiornò per un certo periodo, lavorando come ritrattista (M. C. Hamilton, Sir Blake, coll. privata).


Minghetti Prospero *

MINGHETTI PROSPERO
Reggio nell'Emilia 1786 - 1853
Dopo la formazione presso la reggiana Scuola di Belle Arti (1804-1806), si trasferì all’Accademia di Bologna. All'esercizio accademico svolto secondo l'indirizzo dei Gandolfi si ricollegano gli studi di nudo di quegli anni (Reggio nell'Emilia, Musei Civici) mentre il contatto con gli ambienti culturali della città, intorno a F. Rosaspina, informa i ritratti eseguiti durante il successivo soggiorno fiorentino (Don A. Bagnacani, 1811, Reggio nell'Emilia, Amministrazione delle ASL). Gli studi preparatori per la decorazione del soffitto e del sipario del teatro di Cittadella (1814, distrutto) rivelano l'aggiornamento sulle opere di A. Basoli e di T. Minardi. Alle correnti del Purismo romano l’artista si avvicinò più direttamente durante il biennio di pensionato a Roma (1816-1818), dandone prova in opere come San Giovanni Battista (Reggio nell’Emilia, Curia Vescovile). Nel 1818 assunse nella sua città la guida della Scuola di Belle Arti, maestro di più generazioni di artisti, fra i quali A. Fontanesi. Sempre a Reggio, fu estesa la sua produzione di ritratti nobiliari, di dipinti di soggetto sacro (Santa Filomena, chiesa di San Domenico; San Floriano e Sant'Antonio, Sacra Famiglia, chiesa di Gavassa) e vaste imprese decorative (Casa Cugini, Casa Ferrari, Palazzo Ducale, Palazzo Spalletti Trivelli), che confermarono il suo ruolo centrale nel panorama artistico della metà del secolo.


Minardi Tommaso *

MINARDI TOMMASO
Faenza (Ravenna) 1787 - Roma 1871
Formatosi nello studio di G. Zauli a Faenza, nel 1803 ottenne un sussidio per compiere il perfezionamento a Roma. Qui, accolto e introdotto nell'ambiente artistico dal conterraneo F. Giani, eseguì i saggi da inviare alla città natale (La cena di Emmaus, 1807, Faenza, Pinacoteca Comunale), ma soprattutto si esercitò nella pratica del disegno. Dal 1810 al 1826 si dedicò quasi esclusivamente alla copia disegnata del Giudizio Universale di Michelangelo, commissionatogli dall’incisore milanese G. Longhi: il lungo e travagliato impegno gli consentì di approfondire e affinare una tecnica che privilegerà sempre nel corso della sua attività. Poche al confronto le opere pittoriche: dall'Omero cieco in casa di Glauco (1810 ca., Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna) e dal disadorno ed essenziale Autoritratto nella soffitta (1813, Firenze, Uffizi) fino alla Vergine appare a santo Stanislao Kostka (1824), per la chiesa romana di Sant'Andrea al Quirinale, in forme ormai puriste, e alla tarda Madonna della Misericordia, per l’omonima chiesa del cimitero del Verano (1861 ca.). Esponente di primo piano del Purismo, esaltò il valore dei modelli e delle tecniche dei Primitivi, convergendo sul piano teorico con la poetica dei Nazareni. La sua incidenza nella cultura artistica del primo Ottocento fu accentuata anche dalla lunghissima attività didattica, svolta presso le accademie di Perugia (dal 1818 al 1821) e di Roma (dal 1822). Nel suo studio romano si formarono intere generazioni di artisti.


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