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Mazzola Giuseppe *

MAZZOLA GIUSEPPE
Milano 1815 - 1868
Presente ai concorsi braidensi dal 1835, nel 1847 presentò all'Esposizione milanese la tempera La processione di Sant'Eustorgio (coll. privata). Dagli anni '50 la sua produzione assunse un definitivo indirizzo cronachistico espresso con attente prospettive cittadine animate da figure, vedute di interni monumentali, ma anche resoconti di sagre contadine e scene agresti. Espose alle mostre milanesi con assiduità , soprattutto negli anni '60 (1859, Il teatro dei burattini, Una fiera sul lago di Como, Bivacco francese; 1862, fra gli altri, Il carnevale a Milano, Milano, Museo di Milano; 1865, fra gli altri, Contadini dopo la tempesta, Milano, Pinacoteca di Brera).


Mazzetti Emo *

MAZZETTI EMO
Treviso 1870 - Venezia 1955
Allievo di G. Ciardi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, nei primi anni '90 soggiornò a Roma, dove espose paesaggi lagunari con la Società degli Amatori e Cultori (1893, Bacino di S. Marco). Dal 1899 partecipò assi-duamente alla Biennale di Venezia, inserendo fra i suoi motivi anche vedute montane riprese sulle Dolomiti (1901, Fra le Dolomiti; 1903, I cipressi; 1905, La malga, Venezia, Galleria d’Arte Moderna di Ca' Pesaro). Sue opere sono conservate anche presso la Pinacoteca Comunale di Treviso e presso la Galleria d’Arte Moderna di Udine.


Mazzei Giuseppe *

MAZZEI GIUSEPPE
Portoferraio (Livorno) 1867 - Fiume 1944
Trasferitosi con la famiglia a Genova, frequentò l’Accademia Ligustica e, dal 1893, l’Accademia di Firenze sotto la guida di G. Fattori. Visse per lunghi anni in Liguria, dove strinse amicizia con P. Nomellini. Autore di quadri di genere, paesaggi e ritratti, espose alla Promotrice genovese dal 1892 al 1913, all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898 (Via del commercio a Genova) e alla Biennale di Venezia del 1901 (Convalescente). Come decoratore fu attivo nelle chiese di Chiavari e di Portoferraio (isola d'Elba) e nel teatro del Popolo di Genova. Sue opere si conservano presso il Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno (Cleopatra) e la Pinacoteca Foresiana di Portoferraio.


Mazza Salvatore *

MAZZA SALVATORE
Milano 1819 - 1886
Fratello di Giuseppe, si dedicò inizialmente a studi di giurisprudenza, che lo condussero a un impiego amministrativo, abbandonato poco dopo il 1840 in favore della pittura. Dopo l'esordio alle mostre milanesi del 1843, si esercitò nei paesaggi alla M. d’Azeglio (1845, Paesaggio con specchio d'acqua, coll. Credito Cooperativo di Lesmo) e compì un viaggio di formazione nell'Italia meridionale. Fervente patriota, partecipò all’insurrezione delle Cinque Giornate di Milano e militò tra le file garibaldine nella I guerra d'Indipendenza (Battaglia tra zuavi e austriaci, 1859, Milano, Museo del Risorgimento). Frequentò i salotti letterari e i circoli di inclinazione patriottica; fu anche scrittore e illustratore. Nel 1856, all’annuale Esposizione di Brera, vinse il premio Mylius con Mandria in riposo (disperso) e avviò la fortunatissima svolta verso la pittura di animali: al successo contribuì l’intensa attività espositiva dell'artista, presente dal 1861 al 1884 a quasi tutte le mostre braidensi. Esemplari in questa produzione sono opere come Orgoglio ed umiltà e La sorgente (Milano, Galleria d'Arte Moderna). Il piccolo studio dal vero, Animali all'abbeveratoio, forse destinato a essere utilizzato in una composizione più vasta, è di proprietà dell’Accademia di Brera. Negli ultimi anni nutrì un interesse crescente per la tecnica dell’acquerello.


Mazza Giuseppe *

MAZZA GIUSEPPE
Milano 1817 - 1884
Fratello di Salvatore, fu allievo di F. Hayez alla milanese Accademia di Brera, completando la propria formazione con un viag-gio a Venezia, Napoli e Roma. Al ritorno a Milano inaugurò un’intensissima stagione espositiva (La figlia del soldato, Le vedove di Ottone e Lanfranco da Carcano anno 1118, esposti nel 1847), non interrotta neppure dall'appassionata adesione alle vicende belliche risorgimentali, conclusasi nel 1859 con la partecipazione alla II guerra d'Indipendenza. Fedele agli insegnamenti hayeziani, si dedicò alla pittura di storia, alla quale affiancò tele di genere, più numerose negli ultimi anni di attività (Tra cane e gatto, Una riparazione, esposti entrambi a Brera nel 1882). Opere esemplari della sua produzione di tema storico sono Benvenuto Cellini mentre in età cadente stava lavorando al crocifisso che destinava ad ornamento della sua tomba (esposto a Brera nel 1863, Milano, Pinacoteca di Brera) e Gli ultimi giorni di Maria de' Medici (esposto a Brera nel 1881, Milano, Galleria d’Arte Moderna). La più rara attività di ritrattista è documentata da un Ritratto di pittore (per tradizione, Giovanni Carnovali detto il Piccio, 1850 ca., Lecco, Museo Civico).


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