Mariotti Leopoldo *
MARIOTTI LEOPOLDO
Roma 1848 - 1916
Studiò all’Accademia di Firenze e poi a Roma all'Accademia di San Luca, specializzandosi nella veduta, nel paesaggio e nella scena di genere, che trattò sia a olio sia ad acquerello. Esordì alla Mostra della Promotrice di Genova nel 1878 (Casa di Cola da Rienzi e Tempio della Fortuna virile-Roma) ed espose più volte a Torino (1880, Contadino sorpreso dalla pioggia; 1898, De profundis). Dal 1881 fu presente alle mostre romane della Società degli Amatori e Cultori (1881, Campagna romana; 1885, Crepuscolo), a quelle del gruppo “In Arte Libertas” (1901, Riposo) e dell'Associazione degli Acquarellisti (1903, Acquazzone d'estate; 1907, Canale della Giudecca). A Venezia, dove fu spesso a dipingere, espose alla Biennale del 1905.
Marinoni Antonio *
MARINONI ANTONIO
Bassano (Vicenza) 1796 - 1871
La sua inclinazione al disegno destò l'interesse del conte G. B. Roberti, che lo aiutò a proseguire gli studi a Roma, dove giunse nel 1822. Qui frequentò A. Canova e completò la sua formazione prima a contatto con i pittori olandesi, in particolare con M. Verstappen, e poi con i pittori della Scuola di Posillipo conosciuti durante un viaggio a Napoli. In questo periodo dipinse paesaggi di ispirazione classicista, influenzati dalla conoscenza dei pittori romani del Settecento, accurati nella resa cromatica e nell'impianto scenografico. Viaggiò molto nell'Italia meridionale e particolarmente in Sicilia, dove si recò dal 1829 al 1831. Nel 1834 figurava tra i soci della Società romana degli Amatori e Cultori, dove espose nello stesso anno Veduta del Lago di Nemi e Paese nelle vicinanze di Girgenti. Nel 1843 visitò la Francia e l'Inghilterra e dal 1846 al 1849 visse a Venezia, dove nel 1847 partecipò all'Esposizione accademica con alcuni paesaggi. Dal 1853, costretto da una malattia alle mani ad abbandonare la pittura, rientrò nella cittadina natale, dove si prodigò per la creazione del Museo Civico.
Marini Antonio *
MARINI ANTONIO
Prato (Firenze) 1788 - 1861
Dopo una prima formazione nella sua città natale con L. Nuti e G. Magherini, fu allievo di P. Benvenuti all'Accademia di Firenze, dove fu premiato nel 1812 e nel 1815 (Mercurio che addormenta Argo). Dal 1815, sotto la guida dell'ornatista G. Castagnoli, fece pratica nella tecnica dell'affresco. Prima del 1820 fu a Vienna per decorare con scene mitologiche il salone di Palazzo Esterhazy. Nel 1822, tornato a Firenze da un anno, ebbe le prime importanti commissioni (Palazzo dell'architetto G. Martelli, Villa del Poggio Imperiale; sala di Flora a Palazzo Pitti). Dal 1823 affiancò all'attività di frescante quella di restauratore. Tornato a Prato nel 1830, vi dipinse la volta e il sipario del teatro Metastasio. La sua attività di frescante e restauratore continuò con successo, tanto da avere committenze in varie città toscane. Nel 1843 fu nominato docente all’Accademia di Firenze. Negli anni '40 si dedicò anche alla pittura da cavalletto, prediligendo i soggetti devozionali di ascendenza raffaellesca (Madonna col Bambino, 1843, Prato, Museo Civico). Nel 1847 eseguì l'Apparizione di Maria per la chiesa pratese di Santa Maria delle Carceri e fornì i cartoni per il pavimento della Tribuna di Galileo a Firenze. Le ultime opere furono un San Pietro che riceve le chiavi (1858-1859), per la chiesa di San Pier Forelli a Prato, e la decorazione con Scene della vita del Tasso nella Meridiana di Palazzo Pitti a Firenze.
