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Marchisio Andrea*

MARCHISIO ANDREA
Torino 1850 - 1927
Allievo di E. Gamba e A. Gastaldi all’Accademia Albertina di Torino, fu pittore di soggetti storici, interpretati in chiave aneddotica e inclini alla scena di genere. Dopo l'esordio nel 1869 alla Promotrice di Torino (Una bolla di sapone), si affermò nel 1872 nella stessa sede con il dipinto Amore e Patria. Continuò a esporre alle mostre torinesi fino ai primi anni del nuovo secolo (1883, Note gaie; 1887, Berta figlia di Carlo Magno e Varnefrido, entrambi a Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna; 1891, Emma Liona in Londra viene esposta al pubblico sotto la denominazione d'Igea Dea della Salute). Nel 1886 ottenne un incarico di docentepresso l'Accademia Albertina e dal 1890 si dedicò anche alla pittura su vetro.


Marchini Giovanni Clemente*

MARCHINI GIOVANNI CLEMENTE
Forlì 1877 - 1946
Emigrato tredicenne in Argentina con il padre, fece ritorno in Italia nel 1896. Iscrittosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, tramite G. Fattori si avvicinò al linguaggio tardomacchiaiolo. Importanti furono anche i suoi rapporti con altri ambienti artistici italiani e in particolare con i paesaggisti napoletani. Negli anni giovanili realizzò quadri di tema sociale (I vecchi del ricovero, 1899, coll. privata) e dipinti ispirati a fatti di cronaca, guardati con ottica simbolista, mentre in età matura dipinse in prevalenza soggetti agresti e paesaggi (Tra-monto in pineta, Ravenna, coll. Cassa di Risparmio).


Marchi Vincenzo *

MARCHI VINCENZO
Roma 1818 - 1894
L’artista è ricordato dalle fonti (1858) come esperto di pittura a olio e ad acquerello, specializzato in vedute d'interni e di paesaggio, genere sul quale teneva lezioni private, presumibilmente nel suo studio di via Margutta a Roma. Presente alle romane mostre annuali degli Amatori e Cultori (1843, 1846, 1857, 1865; 1871, Raffaello che presenta a Leone X il suo affresco della “Disputa del Sacramento”), nel 1870 partecipò alla Mostra per il Culto e l'Arte Cattolica e nel 1883 presentò all’Esposizione Internazionale l’Altare di S. Ignazio al Gesù e la Sala della Segnatura. Sue opere si conservano a Roma, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Interno della Cattedrale di Siena), la Galleria Nazionale d’Arte Antica (due Vedute delle demolizioni del 1889 nei pressi di palazzo Venezia) e al Pio Istituto Catel.


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