Manziana Carlo *
MANZIANA CARLO
Brescia 1849 - 1925
Si avvicinò alla pittura frequentando C. Bertolotti, F. Rovetta e G. Fornasini, con i quali fu tra i fondatori della bresciana Società delI’Arte in Famiglia. All’efficace azione di promotore culturale affiancò l'attività di paesaggista (La strada dei platani, Sirmione, coll. privata). Fu presente alle mostre bresciane e a quelle di Milano (1891, Al pascolo, Dopo la messa). Inizialmente legato a esigenze descrittive di ascendenza verista, mosse poi verso un’espressione più lieve e sintetica, con esiti accostabili a quelli dell'amico Rovetta.
Mantovani Luigi *
MANTOVANI LUIGI
Milano 1880 - 1957
Avviato all'arte dal padre incisore, frequentò a Milano l'Accademia di Brera, sotto la guida di G. Mentessi, V. Bignami e C. Tallone. All’impegno didattico presso la Civica Scuola Serale di Pittura affiancò l'attività di vedutista, prediligendo soggetti milanesi che trattò a olio e ad acquerello. Le sue opere, caratterizzate da una tavolozza leggera a piccoli tocchi vibranti, figurarono alle mostre della Permanente (1898, Cortile di Sant'Ambrogio) e alle rassegne della Famiglia Artistica (1909, Nubi e Impressioni).
Mantovani Alessandro *
MANTOVANI ALESSANDRO
Ferrara 1814 - Roma 1892
Dopo gli studi di decorazione nella città natale, sotto la guida di F. Migliari, passò all'Accademia di Belle Arti di Bologna, distinguendosi per le sue tempere di fiori e animali. Anche dopo il trasferimento a Roma, dove nel 1843 figurava tra i membri dell’ Associazione Amatori e Cultori, continuò a dedicarsi allo stesso tipo di pittura (Quadro del genere dei fiamminghi coll'interno di una cucina, esposto nel 1850 a Ferrara). Nella città pontificia ebbe i primi incarichi di prestigio dai Torlonia per il Palazzo di piazza Venezia (grottesche, 1842) e per la Villa fuori Porta Pia. Dal 1850 in poi lavorò come ornatista e restauratore nei Palazzi Apostolici, nel Palazzo del Quirinale e in quello Lateranense (1850-1854). Ampia la sua partecipazione, dalla metà degli anni '50, ai lavori nella basilica Vaticana, dei quali il più noto è l'ornato a grottesche nella nuova loggia Pia. Raggiunta una vasta fama affiancò la realizzazione di dipinti di genere (Una famiglia che si merenda sopra un battuto, 1846, coll. privata) a importanti lavori di ornato per le chiese romane (affreschi a finto mosaico della facciata della basilica di San Lorenzo fuori le Mura, 1864-1865, con S. Caparoni, distrutti).


