Mancini Gualtiero *
MANCINI GUALTIERO
Roma 1840 - Macerata ? dopo il 1905
Formatosi a Roma, visse e operò a Macerata. Nel 1859 fu tra i giovani artisti che partirono volontari per la seconda guerra d’Indipendenza. L’attività di scenografo influenzò anche la sua produzione pittorica ispirata a una grandiosità di tipo teatrale, sia nella composizione sia nella scelta dei soggetti storici, fortemente drammatici (Il martirio di Giordano Bruno a Campo dei Fiori). Nel 1905 presentò Baccanti e Orgie romane all'Esposizione Marchigiana di Macerata.
Mancini Francesco *
MANCINI FRANCESCO
Napoli 1830 - 1905
Si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1844 e a partire dal 1846 frequentò la Scuola di Paesaggio di G. Smargiassi. La sua pittura, legata alla lezione del maestro, si arricchì negli anni ’50 di nuovi spunti attraverso gli studi personali, eseguiti dal vero in Campania, in Calabria e in Abruzzo, e la conoscenza della ricerca realistica di F. Palizzi. Presente alle esposizioni borboniche dal 1851 al 1859 (1851, Studio di paesaggio da villa Gallo a Capodimonte; 1855, Paesaggio con sassi; 1859, Al guado, Napoli, Palazzo Reale), negli anni ’60 affiancò alle tematiche paesistiche soggetti di storia contemporanea (Episodio del 1° ottobre 1860 nelle pianure di Capua, Riposo di Garibaldi con garibaldini nelle foreste di Calabria). Suoi quadri com-parvero anche alle promotrici napoletane dal 1862 al 1906 (1862, Bersaglieri in azione; 1864, Carica di cavalleria, Napoli, Amministrazione Provinciale) e a numerose esposizioni di Roma (1879; 1883, Dopo la vendemmia, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), di Torino (1880), di Milano (1881) e di Venezia (1887). Negli anni '70 trattò anche temi a sfondo sociale e dopo il 1880 si dedicò a scene di vita mondana, legate ai suoi frequenti soggiorni londinesi (Hyde Park, esposto a Napoli nel 1884).
Mancini Carlo *
MANCINI CARLO
Milano 1829 - 1910
Venne iniziato alla pittura dallo zio, R. Barbiano di Belgiojoso, completando la propria forma-zione presso l’Accademia di Brera, sotto la guida di G. Bisi. Ben inserito nei salotti milanesi più colti, si nutrì di sentimenti patriottici e combattè come volontario nelle guerre d’Indipendenza. Si dedicò alla pittura di paesaggio con vedute di tema lombardo e soggetti ispirati ai suoi soggiorni all'estero. Dal 1859 frequentò regolarmente le esposizioni di Genova e Torino, ma soprattutto di Milano: nel 1862 espose a Brera Fattoria presso Yport, Normandia (Milano, Pinacoteca di Brera) e nel 1863 Ave Maria della sera (Milano, Accademia di Brera), nel quale sono riconoscibili suggestioni dalla pittura inglese di paesaggio. Nel 1872 presentò Le frane di Bellaguarda (Milano, Accademia di Brera) e venne eletto membro del consiglio accademico. Dei viaggi intrapresi dal 1875 (anche in Egitto e in Birmania) resta traccia nel gruppo di bozzetti conservati alla Galleria d'Arte Moderna di Milano.


