Maldura Giovanni *
MALDURA GIOVANNI
Roma 1772 - 1849
Noto sopratutto per le sue vedute della campagna romana con ruderi, si richiamò ai modelli del paesaggismo classico secentesco e in particolare a N. Poussin, di cui fu abile copista. Le fonti ricordano la sua presenza all'Esposizione dell’Accademia di San Luca del 1810, con cinque dipinti (Il Colosseo, L'Arco di Giano, Il Tempio di Vesta, Foro romano e un Paesaggio).
Maldarelli Gennaro *
MALDARELLI GENNARO
Napoli 1796 ca. - 1858
Ritrattista e decoratore, formatosi sotto la guida di C. Angelini, nel 1826 fu nominato professore di disegno e figura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Partecipò alle mostre borboniche dal 1826 al 1843 con ritratti e soggetti mitologici (1835, Ercole che si impossessa di Dejanira; 1843, La favola di Psiche). Realizzò decorazioni alla pompeiana in alcuni palazzi napoletani: Ruffo della Scaletta, Doria D’Angri (a Posillipo), Colonna di Stigliano, San Teodoro, Santangelo (alle pendici del Vesuvio). Per i Borboni intervenne a fresco nella volta della chiesa di San Carlo all’Arena (1837), negli appartamenti vecchi (1840, Tancredi rinvia Costanza ad Enrico IV) e nuovi ( Favola di Amore e Psiche) di Palazzo Reale e nella sala del Trono della Reggia di Caserta (1845). Gli fu affidata la decorazione del salone del nuovo Gabinetto Zoologico e del soffitto della grande sala dell'Osservatorio Metereologico (perduto). Suoi lavori si conservano a Napoli presso il cimitero monumentale, il Museo di Capodimonte, il conservatorio di San Pietro a Majella.
Maldarelli Federico *
MALDARELLI FEDERICO
Napoli 1826 - 1893
Si formò sotto la guida del padre, Gennaro, e dal 1839 all'Accademia napoletana di Belle Arti con C. Angelini. Completati gli studi a Roma, come allievo del Real Pensionato (1851-1855) presentò diverse opere alla Mostra Borbonica del 1855 (fra le altre Santa Gliceria, acquistato dai Borboni; La Comunione di Santa Vittoria, Il pittore e sua moglie nello studio, acquistato da G. Vonwiller). Nel 1859, già professore all'Accademia, espose a Napoli L'assunzione della Vergine; al quadro di tema sacro tornò poi di frequente per importanti commissioni pubbliche (Cristo nell'orto del Getsemani; Riposo dalla fuga in Egitto, 1864 ca., Napoli, cappella del Palazzo Reale; Visitazione di Santa Elisabetta, chiesa dei Santi Severino e Sossio, Na-poli). Negli anni '60 si orientò verso il genere neopompeiano (Poppea, esposto alla Promotrice napoletana del 1862; Toletta di una donna pompeiana, esposto a Torino nel 1863), che determinò gran parte della sua fortuna successiva, a cominciare dalla Mostra di Parma del 1870, dove presentò Donne romane che offrono le proprie gioie al pubblico erario, Nidia e Ione (già acquistato dal re), La stanza da letto di una donna pompeiana (Avellino, Amministrazione Provinciale). L'artista aderì a un gusto in rapida ascesa con una pittura levigata e sapiente, ma giudicata troppo fredda già dai contemporanei.


