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Lombardo Calamia Giovanni *

LOMBARDO CALAMIA GIOVANNI
Attivo a Palermo fra il 1875 e il 1892
Pittore di paesaggi e vedute d'interni accolse i modi del realismo napoletano e in particolare di F. Palizzi (Paesaggio con asinello e Chiostro di San Giovanni degli Eremiti, Palermo, Galleria Civica d’Arte Moderna). Presente alla Promotrice di Palermo del 1875 (Un mattino d'estate), partecipò all'Esposizione Nazionale di Napoli del 1877 con Le Catacombe dei Cappuccini a Palermo. Espose poi a Torino (1880, Studio dal vero in Boccadifalco e Le Catacombe), a Roma (1883, Verso l'ave e Vecchio cortile) e ancora nella sua città (1891-1892, Studio dal vero, Ultimi raggi e In Sicilia).


Lombardi Luigi *

LOMBARDI LUIGI
Brescia 1853 - Darfo (Brescia) 1940
Di famiglia modesta, fu grazie ad alcuni sussidi che poté studiare a Milano, all’Accademia di Brera, dove fu allievo di G. Bertini. Dal 1879 fece parte della associazione bresciana “L’Arte in Famiglia”. Dedicatosi alla pittura di paesaggio, negli anni '80 usava recarsi a dipingere in Liguria e solo dopo il 1901 si ritirò nella città natale. Maturò uno stile personale caratterizzato dalla stesura corposa, a liste regolari, riconoscibile nel nucleo di opere della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia (Case sul lago, Portone rustico, Contadino seduto con cesto rovesciato).


Lolli Giacomo *

LOLLI GIACOMO
Bologna 1857 - dopo il 1915
Studiò presso l’Accademia della sua città e si trasferì poi a Firenze dove, nel 1892, divenne docente presso la Scuola d'Arti Decorative. Fu autore di ritratti, scene di genere e delicati paesaggi, realizzati a olio, ad acquerello o a pastello. A partire dai primi anni '80, si presentò alle più importanti esposizioni italiane, fra cui quella di Milano del 1884 (Aristocrazia infantile e Democrazia infantile), alle esposizioni torinesi del 1884 (Orgoglio di balia) e del 1991, alle promotrici di Genova del 1893 e del 1901 (Mater purissima e Qui regna amore).


Lojacono Luigi *

LOJACONO LUIGI
Palermo 1810 - 1880
Si formò nel clima neoclassico dei maestri G. Patania e S. Lo Forte, facendo le prime prove con quadri di tema religioso e con ritratti. Il soggiorno di M. d'Azeglio a Palermo nel 1848 e l’avventura garibaldina del 1860 dovettero orientarlo verso il quadro di soggetto romantico e in particolare di battaglia. Oltre a Garibaldi a Gibilrossa (1862, coll. privata), sono testimonianza di tale interesse alcune piccole e movimentate scene dagli echi palizziani conservate, insieme a Lo scontro fra bersaglieri e briganti del1864, presso la Galleria Civica d’Arte Moderna di Palermo. In più occasioni fu impegnato nella realizzazione per la sua città di «dipinti a colori trasparenti per fuochi artificiali delle feste», con temi di tradizione locale (1856-1857) e con scene di battaglie in onore di Garibaldi (1860). Nel 1863 fu premiato all’Esposizione Siciliana di Belle Arti per La Battaglia di Milazzo. Fu anche autore di ritratti (fra cui la serie di Uomini illustri della Biblioteca Comunale di Palermo e il Ritratto della famiglia Cafisi Vella, 1874, coll. privata) e di quadri storici (I Vespri Siciliani, coll. privata). Artista informato delle novità partenopee, partecipò al rinnovamento della pittura siciliana, formando un'intera generazione di artisti fra cui M. Catti, M. Mirabella e A. Leto.


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