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Lista Stanislao *

LISTA STANISLAO
Salerno 1824 - Napoli 1908
Dopo gli studi umanistici e musicali, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida di G. Forte, dal quale assunse l’impronta neoclassica nella ritrattistica: disegno rigoroso, resa fisiognomica e penetrazione psicologica del soggetto, vivificate da una diretta presa dal vero (L'Asmatico, Napoli, Galleria dell’Accademia). Partecipò alle biennali borboniche del 1851 e del 1859 con alcuni studi e dopo il 1861, guarito da una grave infermità alle gambe, si dedicò in prevalenza alla scultura, occupando un posto di rilievo nell’arte plastica napoletana e nella promozione di iniziative didattiche e culturali.


Lipparini Ludovico *

LIPPARINI LUDOVICO
Bologna 1800 - Venezia 1856
Del periodo giovanile trascorso a Bologna non si hanno notizie certe. Trasferitosi a Venezia, si avvicinò all’ambiente accademico e in particolare a L. Cozza e a T. Matteini; esordì nel 1820 con Filottete ferito (coll. privata), presentato in gara con F. Hayez, con il quale divideva lo studio. Nell’impostazione formale e nella resa cromatica, l'opera rivela l'influenza di Matteini, ben presente anche nelle opere successive (Socrate scopre Alcibiade nel gineceo, 1829-1830) e soprattutto nella ritrattistica. Affrontò questo genere pittorico fin dagli inizi della sua attività: insieme ai ritratti dei generali dello stato maggiore austriaco (eseguiti nel 1822 durante un viaggio a Roma e a Napoli), ne rimane una celebre testimonianza in quello di Leopoldo Cicognara (1825, Venezia, Galleria dell'Accademia). A conferma della sua consolidata posizione nell'ambiente artistico veneziano, nel 1831 l'Accademia gli affidò la cattedra di elementi di figura e, nel 1848, quella di pittura. La sua produzione è caratterizzata dalla piena adesione al gusto e ai soggetti neoclassici fino agli anni '30 (Achille in atto di impugnare le armi, 1832; La famiglia di Caino, 1837), quando cominciò a guardare, con successo, a una nuova poetica storica d'ispirazione romantica, che prendendo a pretesto episodi della lotta per l'indipendenza greca coniugava in modo spregiudicato le valenze morali al gusto orientalista (Costantino Ipsilanti rimproverato da un banchiere armeno, esposto a Milano nel 1834; Il giuramento di Lord Byron, Treviso, Museo Civico; Morte di Marco Botzaris, Trieste, Museo Civico Sartorio).


Liotta Cristaldi Pasquale *

LIOTTA CRISTALDI PASQUALE
Catania 1850 - 1909
L'attività del pittore attende ancora una precisa ricostruzione, anche attraverso il riconoscimento delle opere oggi in collezione privata. Studiò nella sua città presso A. Allegra per poi trasferirsi a Napoli nel 1870, con una pensione comunale, sotto la guida di D. Morelli. Esordì alla Promotrice Salvator Rosa nel 1874 con Un primo accidente e l’anno successivo vi tornò con il Conforto della mamma. Nella città partenopea partecipò all'Esposizione Nazionale del 1877 con un soggetto storico: La Congiura degli esuli siciliani in Roma contro Carlo V. Realizzò le decorazioni del Circolo Artistico di Catania e di alcuni palazzi privati, oltre a ritratti di personaggi locali. Dalle numerose presenze espositive emerge una vasta produzione di genere (Un concerto in Galleria e Un saltimbanco, esposti a Napoli nel 1876; L'abbandonata, esposto a Roma nel 1883; Quartetto, esposto a Londra nel 1888), con rari temi neopompeiani (Pompejani, esposto a Torino nel1878) e studi dal vero. Ritornato in Sicilia nei primi anni '90, presentò il dipinto Martiri all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-1892.


Lionne Enrico *

LIONNE ENRICO
Napoli 1865 - 1921
Apprese i primi rudimenti del disegno da E. Fiore e frequentò l'ambiente artistico napoletano di piazza Dante, dove erano soliti incontrarsi scrittori, giornalisti e critici, da V. Pica a M. Serao. Iniziò a lavorare come illustratore a II Caporal Terribile e dal 1885 al Corriere di Roma. Trasferitosi quell'anno nella capitale esordì nel 1895 alla Mostra degli Amatori e Cultori con due ritratti a olio (Arnaldo Vassallo detto 'Gondolin', Genova Nervi, Galleria Civica d’Arte Moderna). Nel 1899 espose alla Biennale di Venezia Campagna romana, ripresentato nel 1904 agli Amatori e Cultori con il titolo I grassi e i magri, esplicita denuncia sociale segnata da una cifra realistico-satirica che informava anche la sua produzione grafica. Accostatosi al Divisionismo, nel 1903 presentò alla Biennale di Venezia Linfa. Tra i più esperti e appassionati sperimentatori delle potenzialità luministiche della scomposizione del colore, usò questa tecnica per rappresentare la vita elegante dell’alta società (Al Caffè Concerto, 1905). I titoli evocativi dei suoi ritratti hanno accenti simbolisti: Violette (Roma, Galleria Comunale d’Arte Moderna) allude al nome della donna, al fiore che le è accanto e al colore, che costituisce la tonalità prevalente del quadro.


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