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La Farina Francesco *

LA FARINA FRANCESCO
Palermo 1778 - 1837
Allievo a Palermo di A. Manno e di G. Velasco, si formò nell'osservanza dei canoni neoclassici impegnandosi, soprattutto nelle opere devozionali, a raggiungere chiarezza di forma e immediatezza di contenuti. Per la committenza ecclesiastica eseguì numerose tele e, fra le altre, l’Adorazione dei pastori (chiesa di San Giovanni, Erice, Trapani), il Martirio di S. Barbara (chiesa dei Padri Basiliani, oggi dei Salesiani, Randazzo, Catania), Ester di fronte ad Assuero e Abigail in ginocchio davanti a David (parrocchiale di Caccamo, Palermo), San Vincenzo dei Paoli che predica in un villaggio (chiesa di San Giacomo alla Marina, Palermo). Nella palermitana cappella Palatina affrescò un Battesimo di Cristo e, a monocromo, il Sogno di Elia e il Sacrificio di Melchisedec. Per la committenza laica eseguì di preferenza soggetti allegorico-mitologici, spesso dipinti a monocromo. Lavorò in varie residenze signorili: fra le altre, a Palermo le Ville del principe di Belmonte nel quartiere dell’Olivuzza e in quello dell'Acqua Santa e a Bagheria la Casina del duca di Santa Rosalia. Presso la Galleria Civica d’Arte Moderna di Palermo sono conservati i dipinti Madonna Laura e Danae e un Giudizio Universale.


La Bella Vincenzo *

LA BELLA VINCENZO
Napoli 1872 - 1954
Allievo di G. Toma e D. Morelli all'Accademia di Belle Arti di Napoli, partecipò alla Promotrice del 1890 (Tipi dal vero) e poi a quella del 1897 (Montresor incontra Fortunato, Ritratto di bambino e tre disegni tratti da racconti di E. A. Poe). Durante un soggiorno a Parigi, fra il 1892 e il 1897, lavorò come illustratore di periodici (Le monde illustré), attività ripresa dopo il ritorno a Napoli e poi anche a New York fra il 1903 e il 1904. Altrettanto intensa continuò a essere la sua ricerca pittorica, caratterizzata da una resa sintetica e pastosa del colore (Festa, Napoli, Municipio; Venditore di polpi a Piedigrotta, coll. privata). Negli anni '10 si dedicò alla ritrattistica e alla pittura decorativa d'interni, continuando a esporre alle mostre partenopee (1913, L'arrivo al castello).


La Barbera Carlo *

LA BARBERA CARLO
Palermo 1815 ca. - Napoli ?
Allievo a Palermo di G. Patania, si formò seguendo i dettami neoclassici ed esercitandosi nella copia di disegni dello stesso Patania. Fu poi alla scuola di G. Velasco, di V. Riolo e infine di V. Villareale. I suoi primi dipinti, di soggetto bacchico, furono utilizzati come insegne di bottega. Trasferitosi a Napoli nel 1836, si presentò alle biennali borboniche (1837, ritratti e Interno di una chiesa dove segue una tumulazione; 1841, ritratti e Trionfo di Sileno; 1843, ritratti e Pietà; 1845; 1848). Frequentava intanto, almeno fino al 1845, i corsi dell'Accademia di Belle Arti, facendosi strada come ritrattista nell'ambiente aristocratico e di corte. Nel 1855 presentò alla Mostra Borbonica dipinti di circostanza, legati a un suo soggiorno a Caserta al segui-to dei reali (fra gli altri, Pio IX che esegue nel real palazzo di Caserta la lavanda ai sacerdoti nella settimana maggiore del 1850-bozzetto dal vero). Dallo stesso anno fu professore onorario dell’Accademia napoletana. Prese parte alla I Esposizione Nazionale di Firenze del 1861 e negli anni successivi fu ancora presente alle mostre della Promotrice partenopea (1862; 1863, Una donna messinese coraggiosamente si salva dal bombardamento; 1866, Le lavandaie delle fosse di Napoli a Porta Nolana).


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