Guadagnini Anacleto *
GUADAGNINI ANACLETO
Bologna 1832 - 1919
Si formò inizialmente presso la bottega del padre Gaetano, noto incisore bolognese. Nel 1855 e nel 1856 espose alle annuali accademiche bolognesi e dal 1858 prese a inviare studi di interni medievali alle mostre fiorentine. Con acquerelli di soggetto storico partecipò alle rassegne di Firenze del 1861 (Conversione di Clorinda), di Parigi del 1867 (Sposalizio di Gualdrada e Buondelmonte) e a quella di Vienna del 1873 (Eva). Eseguì anche dipinti di genere e d’ambiente (Il Cappuccino e la penitente: Confessione, esposto a Milano nel 1881). Fu direttore della Pinacoteca della sua città.
Guaccimanni Vittorio *
GUACCIMANNI VITTORIO
Ravenna 1859 - 1938
Si formò sotto la guida del pittore toscano A. Moradei all’Accademia ravennate. La sua prima produzione rivela una compiuta adesione al gusto romantico¬folcloristico e al realismo del maestro (In cantina, esposto a Torino nel 1879; Pineta di Ravenna, esposto a Roma nel 1880), ma maturò una maggiore essenzialità formale durante un successivo soggiorno di perfezionamento a Roma. Adottò sia l’olio sia l’acquerello sia il pastello e, specialmente negli ultimi anni, la tecnica dell’acquaforte. Preferì i soggetti militari (Artiglieri a cavallo, Ravenna, Pinacoteca Comunale) e i paesaggi con cavalli (Cavalli nella pineta, Ravenna, coll. Cassa di Risparmio di Ravenna). All’Esposizione Universale di Parigi del 1900 venne premiato per Carica dei lancieri alla battaglia di San Martino. Come il fratello Alessandro, dipinse anche ritratti in miniatura su avorio. Fu a lungo docente presso l'Accademia di Ravenna e dal 1908 al 1910 diresse l'Accademia di Belle Arti di Venezia.
Guaccimanni Alessandro *
GUACCIMANNI ALESSANDRO
Ravenna 1864 - 1927
Fratello minore di Vittorio, fu allievo anch'egli di A. Moradei all'Accademia di Belle Arti di Ravenna e si perfezionò a Firenze e a Roma. Risiedette per qualche tempo a New York, dove eseguì acquerelli di soggetto veneziano e ritratti in miniatura di gusto tipicamente anglosassone. Al suo ritorno in patria riprese la consuetudine della pittura a olio e ad acquerello, partecipando a diverse esposizioni, ma furono soprattutto i raffinati ed eleganti ritrattini, generalmente dipinti su avorio, che gli ottennero l'ap-prezzamento della committenza. Ne eseguì molti anche in Inghilterra, dove soggiornò nei primi anni del Novecento. Numerosi ritratti di aristocratici e di personalità dello spettacolo sono conservati presso la Pinacoteca Comunale di Ravenna (Ritratto di Eleonora Duse).
Grünhut Isidoro Isaac *
GRÜNHUT ISIDORO ISAAC
Trieste 1862 - Firenze 1896
Iniziò da autodidatta, mostrando particolare versatilità per il ritratto e la caricatura di forte impianto realistico. Dal 1880 al 1882 frequentò l'Accademia di Venezia sotto la guida di P. M. Molmenti e nei due anni successivi terminò la sua preparazione a Monaco di Baviera, dove lavorò fino al 1886 come ritrattista, dividendo Io studio con altri artisti triestini come U. Veruda e C. Wostry. Di questo periodo sono Ritratto di Max Vagale (esposto a Monaco nel 1883) e Ritratto di U. Veruda (1886, Trieste, Museo Revoltella), nel quale si nota un avvicinamento all’Impressionismo di L. Corinth e M. Slevogt. Nel 1887, mentre si trovava a Roma con una borsa di studio, eseguì Ritratto dei miei genitori (Trieste, Museo Revoltella). Si trasferì poi a Firenze, dove svolse attività didattica. Nel1890 presentò all'Accademia alcuni ritratti (Ritratto della marchesa Ginori-Lisci), mentre nel 1891 inviò alla Promotrice una delle sue rare opere di genere (Il mercato). Sono degli ultimi anni alcune opere del Museo Revoltella di Trieste, come La bambola, Doppio ritratto di famiglia (1891) e Ritratto di bambino (1895), che risente dell'influsso di A. Mancini. Tra le sue caricature spiccano quelle dei soci del Circolo Artistico (Trieste, Civico Museo di Storia e Arte).
Grubicy De Dragon Vittore *
GRUBICY DE DRAGON VITTORE
Milano 1851 - 1920
Nato da una nobile famiglia di origine magiara e lombarda, compì studi umanistici. Nel 1870, durante un soggiorno in Inghilterra, prese a interessarsi al commercio di opere d'arte, occupazione che lo avrebbe portato a viaggiare con regolarità in Europa. Titolare dal 1876, insieme al fratello Alberto, di una galleria d’arte a Milano, si occupò sia di artisti affermati sia di esordienti, come G. Segantini, E. Longoni, G. Previati, e fu instancabile sostenitore del Divisionismo mediante l’attività culturale e quella commerciale. Nel 1884, forse spinto dal dono di una cassetta di colori che ricevette da E.F.De Block, si accostò alla pratica pittorica, vocazione che avrebbe assecondato con sempre maggiore disponibilità dal 1889, quando interruppe l'attività di mercante. Dal 1890 fu assiduo alle rassegne della Permanente di Milano e alle biennali di Venezia, frequentate sin dalla prima edizione del 1895. Secondo un Divisionismo di tipo pulviscolare, dipinse elaborati paesaggi di piccole dimensioni, pervasi di effetti delicatamente soffusi e di un lirismo crepuscolare (La vela, Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori). Compose spesso le sue opere in polittici (Inverno in montagna, esposto alla Biennale del 1899; Le quattro stagioni, esposto alla Biennale del 1901 e del quale faceva parte La primavera, conservata nella Galleria d'Arte Moderna di Milano; Crepuscoli e notturni, composto di tredici tele, esposto alla Biennale di Venezia del 1903). Nel 1901, intanto, aveva ripreso il commercio artistico, curando fra l’altro una grande mostra itinerante delle opere di soggetto sacro di Previati. Nella pittura continuò la sua strenua ricerca di puntigliosa perfezione, riprendendo anche vecchi temi, come nel polittico L'inverno in montagna, al quale appartengono Tutto candore, A sera, La sorgente (Milano, Galleria d’Arte Moderna). Al 1912 risale l’amicizia con il direttore d’orchestra A. Toscanini, che sarebbe diventato uno dei suoi maggiori collezionisti.


