Gamberini Gioacchino *
GAMBERINI GIOACCHINO
Ravenna 1859 - Firenze ? dopo il 1904
Allievo di A. Lanfredini a Pisa, studiò poi all’Accademia fiorentina con G. Ciaranfi. Dopo l’esordio nel 1886 (La quiete) e fino ai primi anni del '900 continuò a esporre alla Promotrice di Firenze temi di genere e vedute urbane (1891, Mercato vecchio). Fu anche presente alle mostre di Torino (1892, Coro di Santa Maria Novella a Firenze), di Genova (1891, La svinatura) e di Milano (1893, Al pozzo; 1894, Vita tranquilla, In montagna).
Gamba Francesco *
GAMBA FRANCESCO
Torino 1818 - 1887
Fratello di Enrico, studiò giurisprudenza, frequentando contemporaneamente l’Accademia Albertina di Torino. Compì numerosi viaggi di studio in Italia e in Europa maturando un linguaggio figurativo intessuto di cultura internazionale, peculiare tra i suoi coetanei piemontesi. A Düsseldorf fu allievo di A. Achenbach e H. Mevius; a Parigi, fra il 1847 e il 1848, entrò in contatto con i paesisti della scuola di Fontainebleau. Ai suc-cessivi soggiorni in Bretagna, Normandia, Paesi Bassi, Germania e Norvegia, ne alternò altri in Piemonte e Liguria. La sua copiosa produzione riflette questo itinerare: vedute urbane (Panorama di Moncalieri verso Ponente, 1853, Agliè, castello Ducale), scorci della riviera, soprattutto marine (Mare montante, partenza per la pesca, 1862, Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna). Presentò le sue opere con regolarità alla Promotrice torinese (1842- 1881), al Circolo degli Artisti, alle mostre annuali di Genova e di Milano e, nel 1854, all'Esposizione Universale di Parigi. Dal 1869 fu direttore della Reale Pinacoteca di Torino.
Gamba Enrico *
GAMBA ENRICO
Torino 1831 - 1883
Fratello di Francesco, studiò all’Accademia Albertina di Torino con M. Cusa, G. Marghinotti e, dal 1847, con C. Arienti; in seguito fu allievo del nazareno E. von Steinle a Francoforte (1850). Soggiornò nel Nordeuropa e compì viaggi di studio a Venezia e a Roma in compagnia del pittore inglese F. Leighton. Dopo l'esordio alla Promotrice torinese del 1852, si affermò nel 1856 con il grande dipinto I funerali di Tiziano (Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna), che gli valse anche la nomina a docente di figura all’Albertina. Nella cospicua produzione di soggetti storici si ispirò a momenti significativi della dinastia sabauda (Vittorio Emanuele II soccorre i danneggiati a Carmagnola, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), alla storia veneziana (Assassinio del frate Paolo Sarpi, Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna) o ad avvenimenti contemporanei (Il voto di annessione nell'Abruzzo, 1861, Genova Nervi, Galleria Civica d’Arte Moderna). Assiduo alle mostre fino al 1880, si presentò anche con paesaggi, ricordo di numerosi viaggi, alla Promotrice di Torino (1863, Via alla Carbonara-Foresta Nera; 1868, Maremma; 1873, Sul Tago-a Belem) e a Genova (1854, Il picco Castiglione- Isola di Capri; 1865, Un mattino sull'Alpi; 1877, Sul Bosforo). Nella tarda attività realizzò anche dipinti murali di soggetto sacro (nelle cattedrali di Alessandria, di Chieri e di Ciriè).


