Donnini Emilio *
DONNINI EMILIO
Firenze 1809 - 1886
Partecipò nel 1843 alla Mostra dell'Accademia fiorentina con Una veduta di fiume e monte e, sempre con paesaggi, alle promotrici fino al 1885 (1850, Una marina di Marciana, Veduta nei contorni di Saravezza). Marina di Rio (1860) e Le fornaci del Principe Corsini in Valdarno (1862) sono entrambe a Firenze nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti. Si specializzò nelle marine, e nel 1852 ne dipinse una su una parete del Caffè Michelangiolo. Aderì alla Scuola di Staggia; diede prova di un paesaggismo minuto e attento alle variazioni della luce. Accanto a motivi dell'isola d’Elba, trasse vedute in Mugello, in Valdarno e sul litorale di La Spezia. Fra il 1850 e il 1881 espose anche alla Promotrice di Genova (1874, Veduta di Firenze dal R. Giardino di Boboli, Spiaggia di mare, Pianura di Tombolo, Le rive dell'Arno).
Donghi Felice *
DONGHI FELICE
Milano 1828 - ?
Allievo di G. Bisi all’Accademia di Brera, nel 1847 vi ottenne un premio al Grande concorso per il Paesaggio con Grandioso gruppo d'alberi (Milano, Pinacoteca di Brera), dove appare evidente l'influenza del maestro. Salvo qualche raro soggetto storico (Il Governatore di Siviglia davanti al Tribunale dell'inquisizione, esposto a Brera nel 1851), diede maggiore spazio alla pittura di paesaggio, per la quale trovò presto una solida committenza. Oltre che alle annuali braidensi degli anni '50 (1851, fra gli altri, Veduta di Premana in Valsassina, per G. Arrigoni; 1853; 1854) fu presente alla Promotrice di Genova (1854, Campagna romana) e a quelle di Torino fino al 1880.
Donati Carlo*
DONATI CARLO
Verona 1874 - 1949
Allievo di N. Nani a Verona, all’Accademia Cignaroli, esordì al concorso di Torino del 1900 con Ritratto del Cardinale Luigi di Canossa e Testa di Cristo, in cui mostra l'interesse per il recente percorso dei pittori lombardi e in particolare degli Scapigliati. Privilegiò la ritrattistica e il tema sacro; nel 1908 ebbe la medaglia d’oro all'Esposizione d'Arte sacra di Verona per il Battesimo di Zeno Bachit (Verona, Galleria d’Arte Moderna). Partecipò alle Biennali di Venezia del 1905 (Fiori del mattino, Poverelli), del 1907 (Venditore di ginepro), del 1909 (Trilogia del Natale, Ritratto di un amico), del 1912 e del 1914, e all’Esposizione Nazionale di Milano del 1906 (La Purificazione). Fu legato a un realismo di ispirazione nordica, con accenni a formule preraffaellite e nella maturità tentò sporadiche soluzioni novecentiste.
