Della Mura Angelo *
DELLA MURA ANGELO
Maiori (Salerno) 1867 - 1922
Studiò sotto la guida dello zio G. Capone, derivandone l’interesse per la pittura di paesaggio. Oltre a suggestivi scorci della costiera amalfitana, dipinse ritratti e scene di genere. Espose alla Promotrice napoletana dal 1885 al 1897 (1885, La mia dote), a Genova nel 1892, a Firenze fra il 1892 e il 1894 e a Torino dal 1886 al 1896 (1892, Ricordi della costiera amalfitana). A Roma fu presente alle mostre del 1892 e del 1893 (Fra Maiori e Amalfi, Arrivando a Ravello, Ricordi d‘Amalfi e Da Maiori-costumi d‘Amalfi).
Della Monica Gennaro *
DELLA MONICA GENNARO
Teramo 1836 - 1917
Allievo del padre Pasquale, pittore neoclassico, si iscrisse intorno alla metà del secolo all’Accademia di Napoli. Qui nel 1855 fu premiato per il Corradino reduce dalla sconfitta di Tagliacozzo. Artista e polemista singolare, grazie a una serie di viaggi in Italia in compagnia del nobile ungherese S. Teleki, entrò in contatto con numerosi pittori, tra cui M. De Gregorio, S. Altamura, F. Faruffini, T. Signorini. Tra il 1860 e il 1867 soggiornò a Firenze, dove assimilò i principi del Realismo toscano e parallelamente si impose con dipinti di tema letterario, come l'Ebreo errante. Negli anni, la sua attività si divise fra i piccoli quadri di battaglie, a imitazione dei maestri del Seicento, e gli studi dal vero, sorprendenti per la modernità del linguaggio verista adottato (Paesaggio con campo di grano, coll. privata). Apprezzato per i soggetti di storia antica (Ferruccio a Gavinana, esposto alla Promotrice partenopea del 1863; Bruto condanna a morte i propri figli, Teramo, ex Tribunale) e contemporanea (Stato maggiore ungherese con Garibaldi a Santa Maria di Capua, esposto a Firenze nel 1865), si misurò anche con la pittura sacra (Mosè abbandonato sulle acque del Nilo, Teramo, coll. Banco di Napoli). Ritornato nella città natale, lavorò per le chiese locali (Apparizione di Cristo, Teramo, chiesa di S. Agostino) e diede seguito alla sua poliedrica produzione pittorica (Salvator Rosa fra i briganti abruzzesi e Una fiera sotto il Gran Sasso d'Italia, etrambi esposti a Firenze nel 1879; Campagna e tipi abruzzesi, inviato a Genova nel 1885).
Della Gatta Saverio (Xavier) *
DELLA GATTA SAVERIO (XAVIER)
Attivo a Napoli fra il 1777 e il 1827
Sudiò all’Accademia di Napoli dive nel 1777 fu allievo di G. Cestaro. Nel 1782 assieme ad A. D’Anna ebbe l’incarico di documentare i costumi del Regno di Napoli; nel 1794 soggiornò a Roma dove realizzò Paesani e animali vicino alla tomba di Cecilia Metella (coll. privata). Abile esecutore della pittura a guazzo, dipinse scene di vita popolare e nitide vedute del territorio napoletano, ma anche soggetti mitologici e celebrativi.Dotato di una tecnica raffinata e corsiva, si accostò a P. Fabris sfruttandone il vasto repertorio di figure popolari; in seguito studiò i luminosi acquerelli di G. B. Lusieri, del quale adottò spesso le ampie aperture di campo. Con i primi anni '90 assunse l'accuratezza descrittiva di P. Hackert, da cui dipendono opere quali Rientro vittorioso delle flotte inglese e borbonica dopo la battaglia di Procida (1800, Napoli, Museo di San Martino). Negli ultimi anni intensificò la produzione di scene di folclore che, per le pressanti richieste del mercato, replicò in diversi esemplari con la tecnica del pochoir.
Della Gatta Anacleto Nino *
DELLA GATTA ANACLETO NINO
Sezze (Latina) 1865 - Carmignano (Firenze) 1932
Dopo un probabile apprendistato a Roma, fu allievo di O. Borrani a Firenze. Alle esposizioni fiorentine presentò dal 1889 soprattutto quadri di figura e di paese (1889, Ore calde; 1902, Lavandaie; 1907, Ritorno). Residente nel capoluogo toscano almeno fino al 1931, eseguì numerose tempere con scorci del vecchio ghetto (Firenze, Museo Topografico “Firenze com’era”).
Della Chiesa di Benevello Cesare *
DELLA CHIESA DI BENEVELLO CESARE
Saluzzo (Cuneo) 1788 - Torino 1853
Di famiglia nobile, nel 1821 si trasferì per un decennio a studiare a Parigi. Durante il soggiorno nella capitale, importantissimo per la sua formazione, guardò a F. Gérard e studiò la pittura olandese del Seicento. Dipinse paesaggi di ispirazione romantica, quadri storici, religiosi e di genere (Effetto di nebbia al chiarore di luna: cerimonia funebre, 1832 ca., Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna; Preghiera alla Vergine, 1840, basilica di Superga, Torino; Il vescovo di Grenoble presenta al duca Carlo I il giovane Boiardo suo nipote-1485, 1841, Torino, Palazzo Reale). Fu grafico vivace e attendo alle novità dell’illustrazione francese; con l'edizione delle sue opere letterarie fornì un sostanziale contributo all’affermazione della litografia in Piemonte. Amico di M. d'Azeglio e di G. B. De Gubernatis, ebbe un ruolo di primo piano nella politica artistica piemontese quale fondatore, nel 1842, e poi presidente della Società Promotrice di Belle Arti che nei primi anni di attività fu anche ospitata nel suo palazzo. Presente con molte opere alle mostre torinesi, espose anche a Milano (Brera) nel 1837, 1838, e 1839.



