Ballesio Francesco *
BALLESIO FRANCESCO
Roma 1860 - Tivoli (Roma) 1923
Studiò a Roma presso l’Accademia di Belle Arti. Trattò a olio e ad acquerello scene di genere di ambiente settecentesco e orientaleggiante. Si legò alla galleria newyorkese “Dudensing and son” per la quale produsse molte opere, ricavandone un discreto successo negli Stati Uniti. Partecipò nel 1883 all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma (Opimia sepolta viva) e nel 1884 all’Esposizione Generale di Torino (Ancora onesta...).
Ballero Antonio *
BALLERO ANTONIO
Nuoro 1864 - Sassari 1932
Autodidatta, iniziò l’attività artistica intorno al 1890. Nel 1893 partecipò alla mostra della Società di Belle Arti di Genova e nello stesso anno conobbe G. Pellizza da Volpedo, con esiti significativi per lo sviluppo della sua opera, dove cercò di conciliare Verismo e Divisionismo. Le influenze divisioniste sono evidenti nelle scene di vita nei campi (L'appello serale, 1894, Atzara, Nuoro, Comune), nei ritratti (Autoritratto al sole, 1907, Sassari, coll. Banco di Sardegna) e nel tema del compianto funebre (Veglia funebre, 1908, Cagliari, coll. Credito Industriale Sardo).
Ballarini Enea *
BALLARINI ENEA
Bologna 1853 - Trieste 1939
Formatosi all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, trascorse la maggior parte dei suoi anni e svolse la sua attività di pittore e decoratore a Trieste, dove insegnò a lungo alla Scuola Industriale. Dipinse a olio e ad acquerello soprattutto temi di genere, ma anche ritratti e vedute triestine. Partecipò a numerose mostre, tra cui le Esposizioni di Torino del 1874 (La sera precedente il duello), del 1876 e del 1877 (Mendicanti notturne); di Milano del 1894 e del 1906 (Sulla spiaggia di Barcola) e alle annuali fiorentine degli anni '70. Espose spesso anche all’estero: a Buenos Aires nel 1910 e ai Salon di Parigi nel 1911, 1912 e 1913.
Balestrini Carlo *
BALESTRINI CARLO
Milano 1868 - 1923
Allievo di G. Bertini all'Accademia di Brera, si faceva notare alla Triennale di Milano del 1897 con il quadro Morte di Abele, pesante composizione di impianto tardoromantico. In seguito si specializzò in temi agresti e paesaggi: i sobborghi milanesi e la campagna degli immediati dintorni del capoluogo lombardo furono i suoi soggetti preferiti. Aderendo alla corrente verista, la interpretò in chiave illustrativa, lontano dalle indagini sociali o dalle soluzioni sperimentali dei divisionisti. Il “pittore dei navigli” fu soprattutto presente, con continuità, alle mostre milanesi, ma anche a Venezia e a Firenze: ricorrono i paesaggi invernali (La calata della neve, esposto alla Biennale di Venezia nel 1905; Impressione invernale - Darsena di Milano, presentato all’Esposizione Nazionale di Milano nel 1906; Il “Porto di Milano” - Effetto di neve, esposto alla Biennale di Venezia nel 1914) e quelli con animali (Cavalcanti di ritorno, esposto alla Triennale di Milano nel 1900; Le slitte, esposto a Brera nel 1908, Milano, Pinacoteca di Brera; Stalla di vacche alla fattoria, esposto all'Esposizione Nazionale di Milano nel 1910).

