Ballero Antonio *
BALLERO ANTONIO
Nuoro 1864 - Sassari 1932
Autodidatta, iniziò l’attività artistica intorno al 1890. Nel 1893 partecipò alla mostra della Società di Belle Arti di Genova e nello stesso anno conobbe G. Pellizza da Volpedo, con esiti significativi per lo sviluppo della sua opera, dove cercò di conciliare Verismo e Divisionismo. Le influenze divisioniste sono evidenti nelle scene di vita nei campi (L'appello serale, 1894, Atzara, Nuoro, Comune), nei ritratti (Autoritratto al sole, 1907, Sassari, coll. Banco di Sardegna) e nel tema del compianto funebre (Veglia funebre, 1908, Cagliari, coll. Credito Industriale Sardo).
Ballarini Enea *
BALLARINI ENEA
Bologna 1853 - Trieste 1939
Formatosi all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, trascorse la maggior parte dei suoi anni e svolse la sua attività di pittore e decoratore a Trieste, dove insegnò a lungo alla Scuola Industriale. Dipinse a olio e ad acquerello soprattutto temi di genere, ma anche ritratti e vedute triestine. Partecipò a numerose mostre, tra cui le Esposizioni di Torino del 1874 (La sera precedente il duello), del 1876 e del 1877 (Mendicanti notturne); di Milano del 1894 e del 1906 (Sulla spiaggia di Barcola) e alle annuali fiorentine degli anni '70. Espose spesso anche all’estero: a Buenos Aires nel 1910 e ai Salon di Parigi nel 1911, 1912 e 1913.
Balestrini Carlo *
BALESTRINI CARLO
Milano 1868 - 1923
Allievo di G. Bertini all'Accademia di Brera, si faceva notare alla Triennale di Milano del 1897 con il quadro Morte di Abele, pesante composizione di impianto tardoromantico. In seguito si specializzò in temi agresti e paesaggi: i sobborghi milanesi e la campagna degli immediati dintorni del capoluogo lombardo furono i suoi soggetti preferiti. Aderendo alla corrente verista, la interpretò in chiave illustrativa, lontano dalle indagini sociali o dalle soluzioni sperimentali dei divisionisti. Il “pittore dei navigli” fu soprattutto presente, con continuità, alle mostre milanesi, ma anche a Venezia e a Firenze: ricorrono i paesaggi invernali (La calata della neve, esposto alla Biennale di Venezia nel 1905; Impressione invernale - Darsena di Milano, presentato all’Esposizione Nazionale di Milano nel 1906; Il “Porto di Milano” - Effetto di neve, esposto alla Biennale di Venezia nel 1914) e quelli con animali (Cavalcanti di ritorno, esposto alla Triennale di Milano nel 1900; Le slitte, esposto a Brera nel 1908, Milano, Pinacoteca di Brera; Stalla di vacche alla fattoria, esposto all'Esposizione Nazionale di Milano nel 1910).
Balestrieri Lionello *
BALESTRIERI LIONELLO
Cetona (Siena) 1872 - 1958
Trasferitosi giovanissimo a Napoli, fu allievo di G. Toma presso l'istituto di Belle Arti, per orientarsi più tardi verso un genere di ispirazione romantica, sulle orme di D. Morelli. Nel 1896 vinse il pensionato per la pittura, e poté in seguito soggiornare per qualche tempo a Parigi dove espose ai Salon con continuità dal 1897 (Aspettando la gloria) al 1911. Nel 1900 presentò all'Esposizione Universale di Parigi l’opera che lo rese noto, il Beethoven (Trieste, Museo Revoltella; bozzetto a Napoli, Museo di Capodimonte), che ottenne una medaglia d’oro. Negli anni successivi espose quadri di soggetto letterario e di intonazione sentimentale come Paradiso: Canto IX (esposto a Roma nel 1902 all'Esposizione del Bianco e Nero) e Gli ultimi giorni di Domenico Morelli (esposto a Monaco nel 1902 e a Venezia nel 1903), Chopin (esposto a Venezia nel 1905), oppure affini a tematiche morelliane (Storia del paggio innamorato, Napoli, Circolo Artistico Politecnico). Nella ricca produzione di questi anni, accanto alle composizioni di figura e d'ambiente, compaiono anche alcuni paesaggi: Notturno (esposto alla Promotrice di Napoli del 1904) , Effetto di luna (esposto a Venezia nel 1905). Tornato a Napoli nel 1914, nello stesso anno inviava alla Biennale di Venezia dipinti ispirati alla vita agreste: Il pastore, La fattoria, L'aratura, e l’anno seguente presentava alla Promotrice napoletana I lavori della metropolitana a Parigi e Mattutino. Interessato anche alle tecniche incisorie, fu direttore del Museo Artistico Industriale di Napoli e poi dell'Accademia di Belle Arti.

