De Francesco Lorenzo*
DE FRANCESCO LORENZO
Napoli 1830 - dopo il 1916
Compì gli studi all’Accademia di Napoli come allievo di C. Guerra per la figura, e di G. Smargiassi per il paesaggio. Pittore e incisore, con molta probabilità fu parente del più famoso Beniamino. Esordì alla Mostra Borbonica del 1851 con un Ritratto di militare a mezzo busto e nel 1855 partecipò con Ritratto di un ecclesiastico, Studio di una mezza figura e Paesaggio con figure preso da' Camaldoli. Alla successiva esposizione del 1859 inviò diversi ritratti e nel 1880, a Melbourne, fu presente con Costume italiano. Al 1865 risale Lo studio dello scultore Emanuele Caggiano con la statua della Vittoria (Napoli, Comune), un interno condotto con una tavolozza pacata e con un pennellare fine e minuzioso.
De Falco Enrico*
DE FALCO ENRICO
Attivo a Verona nella seconda metà del XIX secolo
Dopo un periodo di studi presso la Scuola d’Arte di Verona, al passaggio del nuovo secolo si iscrisse all’Accademia di Firenze. Privilegiò la pittura di paesaggio e i soggetti agresti (Strada di paese, Trento, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto), che presentò alle esposizioni di Milano del 1900 (Sulle rive dell’Adige) e del 1906 (Al lavatoio). Dal 1900 al 1912 fu anche ospite delle rassegne della Società di Belle Arti di Verona (1900, Coro di Santa Maria Novella a Firenze). Come frescante vinse il Concorso Nazionale del 1905 e intervenne nella decorazione della Bottega del Vino a Conegliano.
De Falco Carlo*
DE FALCO CARLO
Napoli 1798 - Pagani (Salerno) 1882
Figlio dello scultore Filippo, dopo il tirocinio nella bottega paterna abbandonò temporaneamente l'attività artistica per iscriversi solo più tardi all’Acca demia di Belle Arti di Napoli: alla scuola di C. Angelini apprese il linguaggio neoclassico individuando una peculiare attitudine per il ritratto. Con tale genere si presentò alle mostre borboniche del 1826 e del 1830 (ritratti di Francesco I e di Maria Isabella, Caserta, Palazzo Reale), imponendosi all’attenzione della corte. Nel 1834 eseguì i ritratti della Regina Maria Cristina in un interno di Palazzo Reale (Napoli, depositi di Palazzo Reale) e dei Marchesi di Polignano (coll. privata), dove sono ben evidenti le qualità di definizione attenta degli oggetti e di idealizzazione encomiastica, che gli valsero la nomina a pittore di corte e le prestigiose committenze successive. Autore anche di tele di soggetto storico e religioso, partecipò alla Esposizione Nazionale del 1877 con La morte di Rocco Sileo.
De Dominici Giuseppe*
DE DOMINICI GIUSEPPE
Rossa (Vercelli) 1758 - ? 1840
Coetaneo di G. Mazzola, acquistò celebrità come miniaturista realizzando, dopo il 1790, numerosi ritratti di personaggi della corte di Torino (Il Duca e la Duchessa del Chiablese, 1798, castello di Agliè). Per l’indebolirsi della vista, si dedicò alla sola pittura, eseguendo tele per molte chiese della Valsesia (Vocca, Rossa, Fervente, Boccioleto frazione Ronchi, Cervatto, Agno na). Nel Palazzo dei Musei di Varallo, inoltre, si conservano il Ritratto di Maria Cristina di Savoia, presso la Società d'Incoraggiamento, e il Ritratto di Carlo Alberto, presso la Pinacoteca, dove si trovano pure quattro sovrapporle di soggetto classico, opere della maturità dell’artista.
De Curtis Pasquale*
DE CURTIS PASQUALE
Civitanova del Sannio (Campobasso) 1841 ca. - ?
Allievo di D. Morelli e di G. Mancinelli allAccademia di Napoli, fu essenzialmente ritrattista pur cimentandosi talvolta nella pittura sacra e di genere. Alla Mostra Borbonica del 1859, dove è ricordato come allievo dell'istituto di Belle Arti, inviò La SS. Vergine in contemplazione.
De Col Giuseppe*
DE COL GIUSEPPE
Bologna 1863 - 1912
Nel 1881 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Bologna dove frequentò i corsi di prospettiva e di ornato. Partecipò all'Esposizione Nazionale di Bologna del 1888 presentando una serie di acquerelli con vedute bolognesi (coll. Cassa di Risparmio di Bologna); nel 1895 e nel 1896 espose alle mostre dell'Associazione bolognese F. Francia. Fu decoratore di spicco e collaborò ai restauri della chiesa bolognese di San Francesco sotto la direzione dell’architetto A. Rubbiani. Nella ricca produzione di disegni per arte applicata, eseguiti per l’associazione “Aemilia Ars” mostrò un allineamento con gli stilemi liberty.
De Cesaris (De Cesare) Achille*
DE CESARIS (DE CESARE) ACHILLE
Penne (Teramo) 1818 - 1857
Studiò a Roma come allievo di T. Minardi, da cui riprese l’attenzione al disegno e l'amore per le forme neoquattrocentesche. Presente alle mostre borboniche dal 1839, nella sua produzione comparvero soggetti sacri (Madonna col bambino, chiesa di San Panfilo a Penne), storico-letterari (Il vecchio Esopo, esposto alla Mostra Borbonica del 1841 assieme a Due capponi) e ritratti (Ritratto di P. de Virgiliis). Le fonti ricordano anche diversi quadri di piccole dimensioni ispirati a soggetti danteschi (Dante nel purgatorio, esposto a Napoli nel 1845).
De Caro Salvatore*
DE CARO SALVATORE
Attivo in Sicilia nella prima metà deI XIX secolo
Pittore palermitano, la sua attività è documentata da numerosi intendenti nelle chiese di Gangi: nel 1810 firmava la decorazione della volta e della navata del SS. Salvatore, con episodi della Bibbia e del Vangelo (distrutti); nel 1816 terminò la tela raffigurante San Silvestro papa per la stessa chiesa; nel medesimo anno affrescò i Dottori della chiesa e i Dodici Apostoli nella chiesa della Madonna della Catena e lasciò altri dipinti e affreschi nella cantoria dello Spirito Santo (Adamo ed Eva, Mosè e il roveto ardente). Le opere superstiti, oggi in precario stato di conservazione, consentono una lettura limitata delle qualità dell'artista.
De Boni Sebastiano*
DE BONI SEBASTIANO
Villabruna di Feltre (Belluno) 1763 - Feltre (Belluno) 1835
Avviato agli studi di architettura sotto la guida del padre Antonio prima e in seguito di G. Selva, studiò pittura con G. B. Canal, apprendistato documentato da diversi nuclei di disegni (Museo Civico di Feltre, Ermitage di San Pietroburgo e Museo Civico di Belluno). La sua notorietà è legata, oltre che all’attività di ar-chitetto, anche a quella di frescante svolta, in collaborazione con il fratello Giacomo stuccatore, nelle chiese del Bellunese, del Trevigiano e del Vicentino e generalmente caratterizzata da un dominante recupero neotiepolesco. Dal 1802 intervenne in numerosi cicli di affreschi (oggi in parte perduti): nella chiesa della Madonna dell'Acqua a Mussolente (1802), nella chiesa di Villabruna, nella Parrocchiale di San Vito di Valdobbiadene (1806-1807), a San Giorgio di Perlena (1808), nella chiesa di Sant'Orsola a Feltre, nelle chiese di Primolano, di Roana e di Montebello. Decorò anche diversi palazzi privati feltrini.
De Biasio Domenico*
DE BIASIO DOMENICO
Rocca Pietore (Belluno) 1821 - Venezia 1874
Allievo di M. Grigoletti all'Accademia di Belle Arti di Venezia, si dedicò prevalentemente alla pittura religiosa con rare concessioni al soggetto storico (Raffaello e la Fornarina, Casa Pezzè ad Agordo, Belluno). Poco documentata la sua produzione pittorica, legata alla lezione del maestro e caratterizzata da un cromatismo raffinato e prezioso con frequenti recuperi neocinquecenteschi: sono note una Madonna con bambino in una radura boscosa (Belluno, Palazzo Vescovile), una Sacra conversazione eseguita per la Parrocchiale di Rocca Pietore e vari dipinti di commissione privata, conservati nella sala Consiliare e nel Palazzo Crotta De Manzoni ad Agordo. Anche come ritrattista, mostrò evidenti consonanze con Grigoletti, come nell’Autoritratto (casa Parrocchiale di Rocca Pietore) e nel più noto Filosofo antico (Agordo, sala Consiliare del Municipio), entrambi risalenti alla piena maturità dell'artista.
