Cherubini Andrea *
CHERUBINI ANDREA
Attivo a Roma fra il 1865 e il 1885
L’artista romano iniziò a esporre con la Società Amatori e Cultori nel 1865 paesaggi laziali (Campagna romana con capre, Campo verde con anatrelle, Bufali con rudero antico, Nevata, Paesaggio con bovi, Veduta del Colosseo), nature morte (1870) e quadri di genere (1871) e dal 1872 motivi di Capri (Marina di Capri; 1873, Il mare veduto dall'isola di Capri, Grotta azzurra; 1879, Salto di Tiberio; 1885, Costumi di Capri). Con soggetti simili partecipò alla Mostra Nazionale del 1885 (Isola d'Ischia e dintorni). Autore anche di quadri di soggetto religioso, lavorò per la chiesa romana del Sacro Cuore a Castro Pretorio.
Chelli Carlo *
CHELLI CARLO
Livorno 1815 - Firenze 1890
Fu all'Accademia di Belle Arti di Firenze dal 1834 al 1837, periodo nel quale è anche ricordato il suo intervento, al fianco di E. Pollastrini, nella decorazione del Salotto neogotico di Palazzo de Lardarel a Livorno. Per la stessa famiglia eseguì anche diverse copie dall'antico. Dipinse nel 1844 un Martirio di San Simone per la chiesa dell’Ardenza presso Livorno. Nel 1861 partecipò alla prima Esposizione Nazionale a Firenze con un soggetto religioso e due temi storici: uno caro al Romanticismo, Le ultime ore di Beatrice Cenci e uno di storia contemporanea, Il dolore sulle tombe dei martiri della Italiana Indipendenza. Dai rapporti con l'ambiente livornese ebbe commissioni per opere in edifici religiosi (San Rocco, 1866, chiesa di San Benedetto), e ritratti (Vittorio Emanuele II, 1860; Francesco e Aspasia Baldini, Livorno, Comune). Nel 1884 partecipò all’Esposizione Generale di Torino con quattro opere: Galileo Galilei minacciato della tortura; Servite Dominum in laetitia; Pensa a me! l'amante dei fiori; L'incontro di due sorelle.
Chelazzi Tito *
CHELAZZI TITO
San Casciano Val di Pesa (Firenze) 1834 o 1840 - Firenze 1892
A Firenze, fu allievo di A. Marini, che lo avviò all’arte del restauro, e in seguito di S. Ussi. Nel 1855 presentava alI’Esposizione accademica un saggio d’argomento tratto dall’Assedio di Firenze del Guerrazzi. Partecipò come garibaldino alle campagne militari del 1859 e del 1866. Specializzatosi nella pittura di soggetto floreale, lavorò molto per committenti stranieri, realizzando opere decorative a tempera e quadri da cavalletto (Fiori, Genova, Accademia Ligustica; Autunno, Roma, Palazzo del Quirinale) che espose spesso dalla metà degli anni '70 alle mostre fiorentine e milanesi.
