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Bacchetta Azeglio*

BACCHETTA AZEGLIO
Crema 1870 - 1907
Figlio di Angelo, frequentò l'Accademia di Brera nell'ultimo decennio del secolo divenendo poi fidato collaboratore del padre. La ricostruzione della sua attività autonoma, peraltro piuttosto ridotta anche a causa della morte precoce, è legata a un paesaggio custodito nel Museo Civico di Crema (Porto di Malaga, acquerello) e a un esiguo gruppo di opere in collezioni private locali comprendente, oltre all’Autoritratto, un Ritratto di signora e il Ritratto della sorella Nilde.


Bacchetta Angelo*

BACCHETTA ANGELO
Crema 1841 - 1920
Allievo tra il 1857 e il 1863 di F. Hayez all'Accademia di Brera, nel 1860 debuttò all'esposizione braidense con un Berengario che rimprovera Flambert. Affermandosi poi come ritrattista presso l’aristocrazia di Crema, si dedicò anche a soggetti storici, dove la lezione hayeziana si apriva progressivamente a spunti veristi (Morte di Gervasoni sotto le mura di Ancona, 1859, Crema, Museo Civico; Morte di Alessandro dei Medici, 1869, medaglia d'oro all’Esposizione Internazionale di Parigi). Con la Deposizione e la Resurrezione presentate rispettivamente alle mostre braidensi del 1862 e del 1863, eseguite per il Santuario della Misericordia di Castelleone ( Mantova), inaugurava un periodo di intensa attività nelle chiese padane; le opere più significative di questi anni furono gli affreschi nel santuario cremasco di Santa Maria della Croce, quelli nella Parrocchiale di Rovereto (Ferrara) e una coppia di pale, Miracolo di San Martino e Ecce Homo, per la Parrocchiale di Capergnanica (Crema). Nel 1887 esponeva a Venezia Riva del Tago a Lisbona, da porsi in relazione con i soggiorni portoghesi del 1875 e del 1876.


Baccarlino Giovanni*

BACCARLINO GIOVANNI
Cadarafagno di Breia (Vercelli) 1826 - Borgosesia (Vercelli) 1889
Frequentata la scuola di disegno a Varallo e poi l’Accademia Albertina di Torino, soggiornò per studio a Firenze e a Roma. Per quindici anni visse a Nizza dove si affermò come ritrattista presso la buona società internazionale, ottenendo commissioni in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Rientrato a Borgosesia, affiancò al ritratto (Donna Tecla de Laska; Ritratto di ecclesiastico; Varallo, Pinacoteca Civica) la pittura di soggetto sacro, eseguendo dipinti murali in varie chiese della Valsesia e della Liguria; realizzò anche opere su tela (Levita di Efraim, Novara, Galleria P. e A. Giannoni), talvolta connotate da suggestioni puriste derivate dai Nazareni.


Baccarini Domenico*

BACCARINI DOMENICO
Faenza (Ravenna) 1882 - 1907
Dal 1894 frequentò i corsi della locale Scuola di Arti e Mestieri diretta da A. Berti esponendo, a partire dagli ultimi anni del secolo, opere di gusto tardoverista. Tra il 1900 e il 1902 studiò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove aggiornò la propria pittura sui modelli tardo-macchiaioli, divisionisti e soprattutto simbolisti (Donna tra i gigli, 1900 ca. e Autoritratto rosa, 1903, Faenza, Pinacoteca Comunale). Rientrato a Faenza per motivi di salute, nel 1904 e poi nel 1906 soggiornò per brevi periodi a Roma, dove conobbe U. Boccioni e G. Severini: in questa fase la sua attività si indirizzò sempre più verso l'incisione e la scultura. Dopo i successi riportati dai suoi dipinti in ambito romagnolo (esposizioni di Imola e di Lugo nel 1903 e di Ravenna nel 1904), ottenne dei significativi riconoscimenti all'Esposizione Internazionale di Roma del 1904, alla Biennale di Venezia del 1905 e all’Esposizione di Milano del 1906, dove fu presentato e sostenuto da V. Pica.


Azzi Giovambattista*

AZZI GIOVAMBATTISTA
Mantova 1871 - Parma 1857
Compì la propria formazione artistica a Parma, dove fu attivo tra il 1816 e il 1822, come scenografo presso il teatro Regio, di cui decorò, nel biennio seguente, anche il foyer. Autore di tele di soggetto sacro per le chiese parmensi (Cena in Emmaus, 1826, chiesa della SS. Annunziata; Martirio di San Quintino, 1844, chiesa di San Quintino), si dedicò soprattuttoa vedute di tipo pittoresco in cui ricorrono scorci di Parma, Piacenza, Borgotaro o dei dintorni. Dagli anni ’40 fu accademico ad honorem dell’Accademia di Parma.


Avondo Giovanni*

AVONDO GIOVANNI
Balmuccia (Vercelli) 1763 - 1829
Allievo di R. Orgiazzi alla Scuola di Disegno di Varallo Sesia e poi di L. Pécheux all'Accademia Albertina di Torino, fu uno degli ultimi eredi della tradizione di frescanti e decoratori valsesiani del Settecento e, insieme a G. De Dominici e M. Cusa, uno dei protagonisti del primo Ottocento. Attivissimo, fu operoso in Valsesia (affreschi nella basilica del Sacro Monte a Varallo; Assunta, Evangelisti, 1800, nella chiesa della Colma di Valdug gia), nel novarese, nel biellese (affreschi della Via Crucis, 1825, alla Madonna della Brughiera in Trivero) e in Svizzera: le sue numerosissime opere sono segnate da un fare spigliato, grandiosità di impianto e colori brillanti. La Pinacoteca Civica di Varallo conserva I ‘Autoritratto e una Ve-duta di Varallo col ponte sul Mastallone, fresca pagina di cronaca paesana. Ebbe tre figli: Francesco, formatosi all’Accademia di Brera a Milano, è rappresentato da un Autoritratto nella Pinacoteca di Varallo; Giuseppe Antonio, che studiò con il padre e poi all’Accademia Albertina di Torino, si dedicò insieme ai fratelli alla decorazione di soggetto sacro (affreschi nel presbiterio della Parrocchiale di Foresto, 1848; ciclo di affreschi nella chiesa di Pont di Beauvoisin, in Savoia); Lorenzo, fra i tre la figura di maggiore rilievo, studiò con il padre e poi all’Accademia Albertina, e sviluppò uno stile personale riprendendo temi e ico-nografie dagli affreschi di G. Ferrari (affreschi nella Parrocchiale di Campertogno; Deposizione nella chiesa d'Invozio di Valduggia, 1851; Autoritratto, Varallo, Pinacoteca Civica).


Averardi Cesare*

AVERARDI CESARE
Villa di Passo di Civitella del Tronto (Teramo) 1875 - Teramo 1939
Nel 1893 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Roma specializzandosi nella ritrattistica. A Roma nel 1906 espose il Ritratto della sorella Maria e nel 1908 La discussione politica, dove traspare l’inizio di un interesse per l’aspetto sociale. Di questo periodo è anche La preparazione della bandiera (Teramo, Pinacoteca Civica). Interessanti sono alcuni studi per La figlia di Iorio, eseguiti come risposta ai bozzetti inviati da F. P. Michetti che gli chiedeva una consulenza sul tema. La sua pittura è fatta di gamme cromatiche accese, avvicinandosi alla tecnica divisionista (Nudo allo specchio, coll. privata) con venature d’ispirazione simbolista (Visione, coll. privata).


Aurini Ernesto*

AURINI ERNESTO
Teramo 1873 - Chieti 1947
Figura complessa e versatile, oltre che pittore fu anche fotografo, caricaturista e cartellonista. Sue caratteristiche furono la forza cromatica e i soggetti tratti dalla vita rurale abruzzese (Due buoi, Chieti, coll.privata). Nei primi anni del secolo si dedicò a decorazioni murali di gusto floreale e soggetto mitologico, oggi perdute. Dipinse anche tele su temi sacri e storici a olio, pastello e acquerello. Trasferitosi a Chieti, aprì uno studio di fotografia e intraprese una collaborazione con F. P. Michetti.


Augugliaro Vincenzo*

AUGUGLIARO VINCENZO
Trapani 1855 (o 1858) - 1918
Vissuto sempre a Trapani, insegnò disegno presso la Scuola Normale e prospettiva nella Scuola di Disegno. Fu soprattutto pittore di paesaggio; la maggior parte delle opere note (Idillio alla fonte, Testa di monaco, Balcone, Torre di Ligny, Spiaggia rocciosa, Gabbiani, Testa di santo, Luna fra le nubi) sono conservate presso gli eredi.


Augero Francesco*

AUGERO FRANCESCO
Verolengo (Torino) 1829 - 1882
Frequentò l'Accademia Albertina di Torino ed esordì alla Promotrice nel 1851 con il dipinto L'indifferenza. Dedicatosi alla decorazione murale con lo zio Amedeo, realizzò nel 1852 la Presentazione di Gesù al Tempio nel Santuario della Madonnina del suo paese. E’ ricordato un lungo periodo di residenza in America Latina a partire dai primi anni '50, cui si collegherebbero i dipinti Combattimento tra lndios e Indios a caccia di belve del Museo Histórico Nacional di Buenos Aires. Nuovamente a Torino nel 1875, documentato come ritrattista nei cataloghi della Promotrice, mantenne comunque i rapporti con la committenza d'oltreoceano (Il primo sbarco di Cristoforo Colombo in America, bozzetto per il sipario della Grand Opera House di New York, esposto a Torino nel 1876). Nel 1880 firmava gli affreschi con Scene della vita di Gesù nella chiesa di Maria Assunta a Feletto (Torino).


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