Simonetti Attilio*
SIMONETTI ATTILIO
Roma 1843 - 1925
A Roma fu allievo e amico di M. Fortuny, con cui intraprese numerosi viaggi. Esordì al Salon di Parigi del 1867 con due vedute urbane. Nel 1870 fu tra i fondatori dell’Associazione Artistica Internazionale (con la quale espose nel 1871 e nel 1875) e nel 1876 dell’Associazione degli Acquarellisti, partecipando poi assiduamente alle manifestazioni (1876, La colazione del cardinale). Con una fortunata produzione di genere fu presente ai Salon (1870, Une rencontre; 1876,Après le bal), alle mostre di Napoli
(1877), di Milano (1877) e di Roma (1883, La filatrice). Nel 1875, dopo la morte di Fortuny, curò la vendita della collezione dell'artista, iniziando poi l’attività di antiquario.
Simonetti Alfonso *
SIMONETTI ALFONSO
Napoli 1840 - Castrocielo (Frosinone) 1892
Avviato all'arte dal padre Giuseppe, fu poi allievo di G. Mancinelli, G. Smargiassi e F. Palizzi all'Accademia di Belle Arti di Napoli. L'interesse per il genere storico-letterario, evidente nei dipinti esposti alle promotrici napoletane del 1862 (Ettore Fieramosca a Montegargano) e del 1863 (Il Castello dell'innominato), si precisò in una pittura di chiara ispirazione romantica (1864, Ogni speranza è morta, Napoli, municipio) che spesso faceva ricorso agli effetti di luce notturna (1866, lo vo cercando pace-chiaro di luna; 1870, Campagna romana-effetto di luna, Napoli, Amministrazione Provinciale). Al paesaggio e ai soggetti di costume popolare, che aveva iniziato a studiare su motivi toscani e laziali (Campagna romana al tramonto, Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti), dedicò più ampio spazio dopo il trasferimento, nel 1876, a Castrocielo (Castrocielo, Napoli, Museo di Capodimonte; La toletta di promessa, 1879, Napoli, Amministrazione Provinciale; Selva Milord, esposto a Napoli nel 1886, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna). Assiduo frequentatore delle manifestazioni partenopee fino al 1892, figurò anche alle mostre di Milano (dal 1863 al 1884), di Torino (dal 1873 al 1884), di Genova (dal 1872 al 1886) e di Firenze (dal 1866 al 1888).
Simonazzi Antonio *
SIMONAZZI ANTONIO
Modena 1824 -1908
Allievo all’Accademia di Modena di A. Malatesta, ripercorse l’iter formativo del maestro soggiornando a Firenze (alla scuola di G. Bezzuoli) e a Venezia. Alle esposizioni triennali modenesi ottenne premi nel 1844 (David sorprende Saul nella tenda, Modena, Istituto Venturi) e nel 1847 (L'incontro del Tasso con la sorella Cornelia); di chiara derivazione malatestiana è il Correggio presentato a Veronica Gambara (Modena, Istituto Venturi). Alle successive manifestazioni modenesi presentò soggetti di storia sacra, redatti nei modi della pittura da Salon (1854, Il convito di Baldassarre) o con richiami all’opera di F. Hayez (La figlia di Jefte, dipinto a Venezia nel 1855 e presentato alla Mostra accademica di Modena del 1857). Un aggiornamento in senso verista è evidente nelle opere esposte negli anni seguenti (1863,I novellieri del Decamerone, Modena, Museo Civico; 1873, La mietitura del fieno, Una sala dell'esposizione di Parigi, Il gregge, La mosca cieca; 1881, Le lavandaie). All'Esposizione Internazionale di Roma del 1883 fu presente con tre motivi. Durante gli anni della maturità insegnò all'Accademia Atestina di Modena, dove fu maestro, tra gli altri, di G. Muzzioli e A. Valli.
Simi Filadelfo *
SIMI FILADELFO
Lucca 1849 - Firenze 1923
Frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze ed esordì alla Promotrice fiorentina nel 1873 (La giovinezza dell'Alfieri). Dal 1874 al 1879 visse a Parigi, dove studiò presso J. L. Gérôme. Nel 1876 si recò in Spagna, dove realizzò una cospicua serie di studi (Cortile dell'Alhambra, Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti). Al Salon del 1878 presentò un Ritratto di signorina, ma furono piuttosto i paesaggi e i temi evocativi e sentimentali a interessarlo; stabilitosi a Firenze dal 1880, prese parte alla I Esposizione Internazionale di quell'anno con Una sera d'inverno nella foresta di Fontainebleau. Maturò un Naturalismo ricco di riferi-menti simbolici (Un rifesso dell'arte di Botticelli, esposto a Venezia nel 1887, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna). Pittore di grande abilità, dipinse numerosi ritratti e soggetti femminili soffusi di un erotismo pacato (Bice o Iridescenza madreperla, presentato a Venezia nel 1895, Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti). Sul finire del secolo soggiornò a lungo nell'entroterra versiliese, dedicandosi anche alla scultura e all’insegnamento privato.

