Servi Giovanni *
SERVI GIOVANNI
Venezia 1800 - Milano 1885
Allievo di O. Politi presso l’Accademia di Venezia, seguì l'esempio di F. Hayez sia nella scelta dei temi sia in quella di esporre le sue opere alle manifestazioni milanesi: sin dal 1827 fu infatti presente alle mostre di Brera, esponendo inizialmente soggetti sacri e ritratti, e assumendo, in seguito, una sempre più chiara identità di pittore di storia. L’immediata affermazione presso committenti qualificati è testimoniata dalla prolungata presenza alle esposizioni fino al 1854 (1832, Sacerdote armeno, per F. Arese; 1842, La novella V della I giornata del Decamerone, per U. Uboldo); per E. Mylius eseguì il Galileo Galilei (esposto nel 1846) e un ritratto (Milano, Accademia di Brera). I rapporti con la città natale restarono invece saltuari (Il doge Faliero in atto di rimproverare la sposa, per S. Papadopoli, esposto a Venezia nel 1838).
Serritelli Giovanni *
SERRITELLI (SERRITELLA) GIOVANNI
Napoli 1810 ca. - dopo il 1880
Alunno di A. S. Pitloo all’Accademia di Belle Arti di Napoli, predilesse, contrariamente al maestro, convenzionali paesaggi di composizione, specializzandosi nelle marine e in dipinti di cronaca e di costume (Il bacino da raddobbo nel reale arsenale di Napoli, Napoli, comune). Figurò assiduamente alle biennali borboniche dal 1841 al 1859 (1843, Veduta presa dalle vicinanze di Piedimonte; 1855, San Francesco rileva le sacrosante stimmate sul monte d'Alvernia) e alle promotrici napoletane dal 1862 al 1880 (1866, Porta laterale dell'Arcivescovado). Prese parte, inoltre, alle esposizioni di Firenze nel 1861 (Veduta del Piliero) e nel 1862 (Viva l'Italia una). Suoi lavori sono conservati nel Palazzo Reale di Napoli (Veduta di Pozzuoli), nel Palazzo Reale di Caserta (Vaccheria di Capodimonte, La fregata Archimede nel porto di Marsiglia) e nel Mu-seo Civico di Baranello (La battaglia di Lissa).


