Scedrin Silvestro *
ŠČEDRIN SIL'VESTR FEODOSIEVIČ
San Pietroburgo 1791 - Sorrento (Napoli) 1830
Allievo dell'Accademia di San Pietroburgo, dal 1800 al 1812 frequentò lo studio di F. Alexeer, paesaggista di cultura francese. Giunto nel 1818 a Roma con una borsa di studio, dal 1819 al 1821 si stabilì a Napoli dove entrò in contatto con A. S. Pitloo. L'influnza dell'olandese lo spinse ad abbondonare l’accademismo delle prime opere per una pittura basata sullo studio del vero e della luce (Veduta del Colosseo, 1822, San Pietroburgo, Museo Russo). Dopo il 1826 assunse modi più autonomi: con pennellate libere e sfaldate di-pinse vivaci scene di folclore (1826, La Riviera di Chiaia, Mosca, Galleria Tretjakov), marine dai colori caldi e luminosi, e vedute di coste rocciose e di pescatori (Marina con Torre, Marina di Sorrento, entrambi a Napoli, Museo di San Martino).
Scattola Ferruccio *
SCATTOLA FERRUCCIO
Venezia 1873 - Roma 1950
Autodidatta, cominciò a dipingere all’età di diciassette anni. I primi lavori vennero esposti alla Triennale di Milano dove nel 1894 si aggiudicò il premio Fumagalli con Interno di S. Marco. Da un lungo viaggio in Oriente e un soggiorno a Costantinopoli riportò una grande quantità di disegni e schizzi; dal 1897 fu presente alle biennali di Venezia (1897, Caffè a Costantinopoli, I ricchi; 1899, Luce d'argento, Dopo la pioggia-Piazza San Marco; 1901, Agosto, Maniscalco, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). Negli anni successivi intraprese diversi viaggi in Italia alla ricerca di nuovi spunti pittorici. Autore anche di ritratti, nella produzione paesaggistica mantenne l'adesione al dato naturale, tipica della tradizione del vedutismo veneziano; lo stile appare vicino alle correnti internazionali dell'Impressionismo, nella resa dei fattori luministici e atmosferici, e nella pennellata abile e veloce.
Scattola Domenico *
SCATTOLA DOMENICO
Verona 1814 - 1876
Autodidatta, trovò solo verso i vent’anni un maestro in L. Muttoni a Verona. Alle prime mostre inviò soprattutto ritratti (Ritratto del fratello, esposto nel 1835 a Verona; La romantica, esposto nel 1839 a Verona insieme a Agar e Ismaele nel deserto, Verona, Galleria d'Arte Moderna). Dal 1839 si trasferì a Milano, dove sentì l’influsso di F. Hayez, affrontando temi di gusto romantico (Odalisca, Quadretto di famiglia, esposti a Verona nel 1843; La figlia maggiore, Giulietta prima di prendere il sonnifero, esposti a Milano nel 1846). Dopo l'insurrezione milanese del 1848, alla quale prese parte, la sua pittura si volse più decisamente a soggetti contemporanei, cogliendo riferimenti essenziali dalla produzione coeva degli Induno: sia scene di costume moderno, a contenuto sociale, didascalico e moraleggiante (Il povero padre di famiglia di ritorno dal lavoro, esposto a Milano nel 1851 ; La donna ambiziosa o La traviata, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo; Una perdita irreparabile, esposto a Verona nel 1858, coll. privata), sia temi di cronaca risorgimentale (Una perquisizione ed arresto per motivi politici, esposto a Brera nel 1861, bozzetto a Verona, Galleria d'Arte Moderna). I dipinti d'interno e i soggetti storici mantennero più degli altri il riferimento alla pittura olandese del Seicento e alla lezione hayeziana (Niccolò de' Lapi, coll. privata).

