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Petroni Andrea *

PETRONI ANDREA
Venosa (Potenza) 1863 - dopo il 1912
Da Venosa, grazie a un sussidio del comune, si trasferì a Napoli dove per breve tempo frequentò l’Accademia di Belle Arti. Esordì alla Promotrice partenopea del 1884, presentando Luigi La Vista morto sulle barricate del 1848 a Napoli, Sorriso, Rosario, Nemmen la mamma!. Scelte iconografiche orientate in prevalenza verso soggetti legati alla terra d’origine (Basilicata, 1903, Roma, coll. del Quirinale) e alla sua gente, costituirono il filone principale della produzione dell'artista, del quale comparvero numerose opere alle manifestazioni della Promotrice di Napoli negli anni fra il 1885 e il 1912. Espose anche a Firenze e a Milano nel 1897 (Istruzione obbligatoria), a Buenos Aires nel 1906 (La festa di Pierno in Basilicata) e alla Biennale di Venezia nel 1910 (Magna Grecia, Dove fu Eraclea).


Petrocelli Vincenzo *

PETROCELLI VINCENZO
Cervaro (Frosinone) 1823 - Napoli 1896
Nel 1837 entrò all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si distinse nelle copie dagli antichi maestri e si dedicò a temi storici e letterari. Dopo avere esordito alla Mostra Borbonica del 1839, vi figurò ancora nel 1841, nel 1848 (Ginevra genuflessa nella cappella di S. Orsola in Barletta, Morte di Galeazzo Sforza, Isabella di Firenze) e nel 1851 (Una famiglia di neofiti sorpresa dalle guardie pretoriane). In seguito si dedicò alla pittura di genere secondo modi derivati da M. Fortuny. Nel 1861 inviò un Ritratto d'uomo alla Mostra di Torino e dal 1862 al 1896 fu presente alla Promotrice partenopea (1873, La Primavera, Il chilo, Prima della predica). Espose fra l'altro a Genova dal 1873 al 1882 (La luna di miele), a Milano nel 1873 e nel 1886 (Le mie avventure) e all’Esposizione Nazionale di Napoli nel 1877, dove inviò Marino Faliero, recensito con favore dalla critica per «l’ottimo accordo di tinte».


Petrocelli Arturo *

PETROCELLI ARTURO
Napoli 1856 - dopo il 1916
Insieme al fratello Achille, studiò dapprima con il padre, Vincenzo, e in seguito all'Accademia di Napoli. Dipinse a olio, acquerello e pastello, scene di genere ispirate al folclore locale, spesso con figure di vecchi, dove la scioltezza della tecnica rimanda alla lezione di M. Fortuny; nelle nature morte fece uso invece di una tecnica improntata a un verismo più tradizionale. Fu presente alla Promotrice partenopea dal 1875 al 1896 (1882, Il regalo della badessa, La lettera di sua eminenza, Polli; 1885, In attesa, acquistato dal municipio di Napoli). All’Esposizione Nazionale del 1877 presentò II custode dei Papiri e a Roma nel 1883 inviò La Vigilia di S. Martino in Napoli. Figurò fra l’altro a Milano nel 1889 con Un bacio furtivo.


Petrocelli Achille *

PETROCELLI ACHILLE
Napoli 1860 ca. - dopo il 1916
Studiò dapprima con il padre, Vincenzo, e in seguito presso l’Accademia di Napoli sotto la guida di G. Smargiassi e A. Carrillo, che lo avviarono alla pittura di paesaggio. Si volse presto alle scene di genere, rendendo le immagini del folclore partenopeo con una pittura liquida, di tocco sciolto e cromie briose. Espose alla Promotrice di Napoli dal 1879 al 1896 (1881, L'Ebreo errante di Mergellina, acquistato dalla provincia di Napoli; 1886, Gioie di famiglia, Napoli, coll. Banco di Napoli; 1888, L'ora di riposo, Napoli, municipio). Fu presente fra l’altro alle mostre di Genova (1881, Il lavoro; 1884, Un racconto; 1886, La rivincita) e di Roma (1883, Dimmi sì).


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