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Mariannecci Cesare *

MARIANNECCI CESARE
Attivo a Roma fra il 1837 e il 1883
Si formò all'Accademia romana di San Luca, dove fra il 1837 e il 1844 vinse alcuni premi, e presso lo studio di T. Minardi, insieme a G. De Sanctis (Ritratto di G. De Sanctis, 1846, Roma, Museo di Palazzo Braschi). Dal magistero minardiano trasse la cura nel disegno, che nel 1850 gli valse la commissione per La comunione dei Secolari e la Distribuzione del pane Benedetto (Roma, Calcografia Nazionale) e l’amore per l’antica scuola toscana, di cui nel 1858 veniva indicato come abile copista. Sempre in ambito minardiano si svolse la partecipazione alla decorazione della basilica di San Paolo fuori le Mura (S. Paolo nella città di Listri e S. Paolo trascinato fuori le mura di Listri, 1860 ca., talora erroneamente attribuiti a C. Mariani). Un successivo soggiorno a Firenze è documentato dai soggetti delle copie presentate all’Esposizione Internazionale di Roma del 1883.


Mariani Pompeo *

MARIANI POMPEO
Monza (Milano) 1857 - Bordighera (Imperia) 1927
Nipote del monzese M. Bianchi, fu avviato alla carriera bancaria, che presto abbandonò per dedicarsi alla pittura. Dagli anni '70, oltre a frequentare lo studio di E. Pagliano, lavorò frequentemente nella casa dello zio a Gignese (Novara), esercitandosi in studi di paesaggio dal vero vicini ai modi di F. Carcano. Dal viaggio compiuto nel 1880 in Egitto, in compagnia di U. Dell’Orto e di S. Fornara, derivarono opere come Ricordi del viaggio in Egitto, esposto alla Mostra di Brera del 1882 insieme a Parco di Monza, tela con la quale vinse il premio Fumagalli. Altri riconoscimenti seguirono numerosi nel corso della intensissima attività espositiva in Italia e all’estero: tra questi il premio Principe Umberto per II saluto del sole morente, comparso a Brera nel 1884, e la medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Parigi del 1885 (La notte nel porto di Genova). Oltre all’attività di ritrattista (Ritratto di Umberto I, 1893, eseguito per l’ambasciata italiana a Berlino), si dedicò al paesaggio e alle marine, maturando un linguaggio abbreviato e cromaticamente elegante, risolto in toni grigi e perlacei (La Zelata, 1895, coll. privata). L'artista, che dal 1907 aveva preso a vivere tra Milano e Bordighera, sulla riviera ligure, si affermò anche per la facilità briosa ed elegante con cui ritrasse la società mondana dei caffè e dei ritrovi alla moda. Insieme agli scorci di vita cittadina (Al caffè, 1907, coll. privata; In tram, pastello, Bordighera, Istituto di Studi Liguri) lo attrassero le scintillanti atmosfere monegasche (Nella sala di Montecarlo, 1910, Monza, Pinacoteca Civica; Finito il concerto, 1914, coll. privata). Numerosissimi e assai apprezzati gli acquerelli, dove la rapida levità di tocco ben si addice alla frivolezza elegante dei soggetti (In un caffè alla moda, A teatro, Signore al parco, 1905-1906, coll. privata).


Mariani Cesare *

MARIANI CESARE
Roma 1826 - 1901
Si formò a Roma all’Accademia di San Luca (1837-1840) e nello studio di T. Minardi (1842- 1850). Per mantenersi dipingeva scenette di genere e piccole vedute per i viaggiatori stranieri, quadri con cui esordì alle mostre della Società degli Amatori e Cultori (1856, Socrate che rimprovera Alcibiade-parodia, Il mae-stro del Villaggio). Anche in seguito tornò su questi temi (Un'astrologa in atto di indovinare, Lezione di musica, L'indovina, esposti a Firenze nel 1861) ai quali affiancò scene di ambientazione greco-romana (Il gioco degli astrogali, esposto a Roma nel 1880). Raggiunse la maggior fama con i numerosissimi ed estesi interventi in edifici religiosi e civili, dove si avvalse di diverse tecniche pittoriche e di una consumata perizia nell’orchestrare vaste composizioni. La lunga carriera ebbe inizio con la decorazione della chiesa di Santa Maria in Monticelli (1850) dove si cimentò per la prima volta nella tecnica dell'affresco, mostrando il debito nei confronti del maestro Minardi; ancora sotto l’egida minardiana fu la partecipazione alle due imprese collettive della basilica di San Paolo fuori le Mura, in cui si riconoscono i riferimenti alla cultura classicista romana del Seicento (L'imposizione delle mani sopra Paolo e Barnaba in Antiochia e II mago Elima in Pafo del Sud) e di Santa Maria in Trastevere (S. Brigida, 1865-1866). Seguirono molteplici incarichi per altre chiese romane (fra le quali, Santa Lucia del Gonfalone, 1863-1867; San Lorenzo fuori le Mura, 1868-1870; San Giuseppe dei Falegnami, 1880), umbre (Santa Maria Auxilium Christianorum, presso Montefalco, Spoleto), marchigiane e abruzzesi (Sant’Emidio, Ascoli Piceno; Santa Maria delle Grazie, Teramo). Negli interventi decorativi per Roma capitale eseguì l’eloquente allegoria della sala dei Ricevimenti del Ministero delle Finanze con L'Italia Unita, mente la grande composizione di storia contemporanea Le spontanee offerte dei Piemontesi ad Emanuele Filiberto fu eseguita su commissione di casa Savoia.


Margotti Francesco *

MARGOTTI FRANCESCO
Torino 1868 - Tortona (Alessandria) 1946
Laureato in legge, si dedicò alla pittura da autodidatta studiando i maestri antichi della Galleria Sabauda di Torino. Si perfezionò a Firenze, dove figurava alla Mostra dell’Arte e dei Fiori del 1896-1897 (Ritratto). Alla predilezione per i soggetti sacri affiancò la pittura di paesaggio e ritratti che presentò alle esposizioni di Torino (1898, Corde infrante; 1902, I sonni di Gesù, La cisterna, Ultime sorti) e di Milano (1900, Passione funesta, La danza, La cuna nell'orto).


Marfori Savini Filippo *

MARFORI SAVINI FILIPPO
Urbania (Pesaro) 1877 - Firenze 1952
Dopo l’alunnato all’Accademia fiorentina con G. Ciaranfi, si trasferì a Napoli per studiare con D. Morelli. Tornato a Firenze, aprì uno studio in via Mannelli e iniziò a esporre ritratti e soggetti di genere fin dal 1898. Nel primo decennio del Novecento presentò le sue opere, soprattutto bozzetti a olio e disegni, anche a Milano (1900) e a Roma (1906, Poeta; 1908, Richiamo; 1909, Ritratto). Con gli anni otterrà una discreta notorietà, soprattutto come incisore.


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