Landini Andrea *
LANDINI ANDREA
Firenze 1847 - 1912
Dopo aver frequentato a Firenze ['Accademia di Belle Arti, studiò privatamente con A. Ciseri, che lo avviò alla carriera di ritrattista per cui divenne famoso anche all'estero. Esordì nel 1874 con tre ritratti e una Ciociara, soggetto di genere, affine a quelli che avrebbe dipinto in seguito per il mercato parigino e londinese, quadri dai titoli accattivanti e disimpegnati (Tornando da pattinare, esposto a Firenze nel 1879; L'aspettativa, esposto a Firenze nel 1881), che andavano incontro al gusto della società di fine secolo.
Landi Gaspare *
LANDI GASPARE
Piacenza 1756 - 1830
Giunse a Roma nel 1871, due anni dopo la morte di A. R. Mengs, al quale dedicò un esplicito omaggio nell’Autoritratto del 1801 ca. (coll. privata), dove ripetè la stessa postura assunta dal pittore boemo nel dipinto della collezione del duca d’Alba (Madrid); ma il debito del giovane piacentino nei confronti di Mengs appare evidente anche nella razionalizzazione del procedimento artistico e nella finitezza della stesura pittorica. A Roma fu allievo per un breve periodo di P. Batoni e D. Corvi, incontrò A. Kauffmann con la quale divise numerose commissioni di ritratti, strinse amicizia con A. Canova. Testimonianza del legame fra i due artisti, oltre a un acuto Ritratto di Canova (1806, Roma, Galleria Borghese), è la tela con Amore e Psiche (Venezia, Museo Correr), trasposizione pittorica dell'omonimo gruppo scultoreo canoviano. Continuava frattanto a mantenersi in stretto rapporto anche con artisti dell'Italia settentrionale, soprattutto G. Bossi e A. Appiani, ai quali lo legava l’amore per Leonardo e per Correggio. Frequenti anche i contatti con la città natale, dove si rifugiò negli anni di fermento rivoluzionario: qui, nel 1797, gli furono commissionate le tele per il Duomo raffiguranti il Trasporto della Vergine al sepolcro e il Ritrovamento del sepolcro vuoto, che inviò da Roma nel 1804. Il suo neoclassicismo lirico-sentimentale, tenue nei colori e attento alla rappresentazione degli affetti, si opponeva a quello eroico di V. Camuccini. La distanza stilistica fra i due artisti apparve chiara nel 1808, in occasione della esposizione a Roma delle tele per la chiesa piacentina di San Giovanni in Canale, quando La Salita al Calvario di Landi ottenne minor consenso della Presentazione al Tempio di Camuccini, ma fu lodata per le bellissime teste, tutte tratte dal vero. I suoi ritratti infatti furono particolarmente ricercati per la naturalezza dell’espressione e degli incarnati. Trattò anche temi mitologici e di storia antica (Ulisse e Diomede rubano il Palladio,1784, Parma, Galleria Nazionale; Incontro di Ettore e Andromaca e Ettore rimprovera Paride, 1794, Piacenza, Istituto d’Arte Gazzola; Ebe coppiera di Giove, Brescia, Galleria Civica d’Arte Moderna). Importante fu il suo impegno didattico, svolto dal 1812 al 1827 presso l’Accademia di san Luca, della quale fu presidente nel 1817.
Landi Angelo *
LANDI ANGELO
Salò (Brescia) 1879 - 1944
Frequentò saltuariamente la milanese Accademia di Brera, dove fu allievo di C. Tallone e di F. Carcano, lavorando frattanto come decoratore. Dal 1901 al 1905 fu a Venezia, accanto ad A. Sezanne e in seguito si avvalse dei suggerimenti di questa esperienza in una intensa attività di frescante, svolta nei primi decenni del nuovo secolo soprattutto nei dintorni del lago di Garda. Nella pittura da cavalletto, venute meno le suggestioni scapigliate di opere come Prime armi (esposto a Milano nel 1909), maturò modi più robusti e sintetici.
Landesio Eugenio *
LANDESIO EUGENIO
Venaria Reale (Torino) 1809 - Roma 1879
Fra il 1830 e il 1840 si trasferì a Roma, dove si formò sotto la guida del paesaggista C. Markò padre, alternando l’attività di pittore di paesaggio a quella di litografo. Partecipò assiduamente alle esposizioni degli Amatori e Cultori (1839, Paese tratto dalla tenuta Tagliatella presso Bracciano; 1840, La veduta di Vallinfreda, Marsia scuoiato da Apollo, La villa di Ruffinella). Fedele al modello del paesaggismo classico, compose le sue vedute con l'apporto di motivi dal vero uniti a scene mitologiche, storiche o sacre (Veduta di un casale della Magliana fuori Porta Portese al settimo miglio, Milano, Civica Raccolta delle Stampe A. Bertarelli). Verso il 1846 si trasferì in Messico, dove rimase fino all'ultimo anno della sua vita, quando tornò a Roma.
Lancia Arnaldo *
LANCIA ARNALDO
Norma (Roma) 1876 - Roma 1948
Studiò all'Accademia di Roma con F. Prosperi, specializzandosi nella pittura religiosa: a Roma eseguì la decorazione della chiesa di San Vitale e suoi dipinti si trovano nella parrocchia di Capranica (Viterbo) e nella chiesa del Redentore nella frazione Giulianello di Gaeta. Con i paesaggi, legati alle ricerche d'area decadente e simbolista, partecipò alle mostre romane degli Amatori e Cultori (1900; 1903, Alba), del gruppo “In Arte Libertas” (1901, Effetto di luna; 1902, Angelo della morte) e dell’Associazione degli Acquarellisti (1904, Tristezza palustre; 1905, Tra luce e tenebre). Nel 1900 fu presente alla IV Triennale di Milano.



