Dal Molin Ferenzona Raoul*
DAL MOLIN FERENZONA RAOUL
Livorno 1879 - Firenze 1946
Abbandonò il Collegio Militare di Modena per studiare scultura sotto la guida di E. Ximenes, a Roma. Della contemporanea attività pittorica mise in mostra, nel 1904, presso l'Associazione degli Acquarellisti, diversi studi di paesaggio (Impressioni e Studi), alcuni dei quali presentati anche alla Esposizione degli Amatori e Cultori dello stesso anno, insieme a Estate romana, La preghiera, E’ morta la vacca. Alle rassegne romane degli anni seguenti (1907- 1911) propose altri studi dal vero (1906, Plenilunio estivo) e opere, anche grafiche, d'ispirazione simbolista. Come incisore si dedicò in particolare alla tecnica della puntasecca, con cui elaborava raffinate e fantasiose figurazioni di gusto decadentista: illustrò fra l’altro un’edizione degli Inni Sacri di Manzoni, poesie di Leopardi e di Verlaine.
Dahl Johan Christian Clausen *
DAHL JOHAN CHRISTIAN CLAUSEN
Bergen (Danimarca) 1788 - Dresda (Germania) 1857
Studiò all’Accademia di Copenaghen e nel 1818 si trasferì a Dresda, accostandosi alla lezione romantica di C. D. Friedrich. Nel 1820, grazie all'appoggio di Christian Frederik, futuro re di Danimarca, soggiornò a Napoli, dove realizzò numerosi paesaggi caratterizzati dall'attenzione per il dato realistico e per gli effetti di luce (1820, Paesaggio con il Casino Reale di Quisisana, Napoli, Museo di Capodimonte). Nel 1821 passò per Roma, dove ebbe contatti con il tedesco F. L. Catel e con lo scultore danese B. Thorvaldsen. Tornato a Dresda, nel 1824 divenne professore dell'Accademia. Fece altri due soggiorni in Italia, nel 1826 e nel 1830, quando espose alla Mostra Borbonica di Napoli diverse opere (fra l'altro, Tempesta, Ritratto di donna, Una pastorella assisa e due Vedute di campagna).
D'Agostino Gaetano *
D’AGOSTINO GAETANO
Salerno 1837 - Napoli 1914
Nel corso di una lunga attività, l'artista realizzò numerosi dipinti di soggetto neopompeiano legati agli esempi morelliani, ma dipinse anche scene di genere e ritratti, e svolse un’intensa attività di decoratore, alternando motivi rinascimentali a suggestioni liberty. Nel 1871 concorse con due bozzetti (Appio Claudio, La ripristinazione delle libertà greche) alla decorazione della sala Gialla del Senato e Tanno se-guente inviò all’Esposizione di Milano Nos numerus sumus et fruges consumere nati (coll. privata) dove l'attenzione filologica per i costumi si univa a una suggestiva ambientazione realista. Diversa invece la resa tonale de I saltimbanchi a Pompei (presentato a Napoli nel 1877) dove il colore fu paragonato dalla critica a un «mosaico in pietra dura». Le sue opere comparvero alle mostre di Napoli (1876, 1904, 1906), di Genova (1882, Dacci oggi il pane quotidiano; Una scena del Gran Bazar, Il Promor) e di Torino (1884, La vita romana sotto Claudio). A Napoli lasciò diverse opere a fresco (chiesa del Gesù Vecchio, sala del Rettorato dell’ Università, sala dell'Accademia Reale, Casa Sambon, 1895; Palazzo della Camera di Commercio, 1897-1898) e realizzò il sipario del teatro Sannazaro; a Salerno eseguì la decorazione del teatro Verdi.

