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De Martino Guglielmo*

DE MARTINO GUGLIELMO
Nicastro (Catanzaro) 1845 - 1898
Allievo a Cortale (Catanzaro) di A. Cefaly, riprese dal maestro la versatilità e la molteplicità di interessi. Trasferitosi a Napoli, espose alle mostre della Promotrice dal 1870 al 1887 (1870, Nidia in casa di Glauco; 1875, Un vecchio deputato, Un nuovo deputato; 1876, Un futuro Raffaello; 1881, Idillio). Spaziò dai soggetti storici e letterari (Il castello di Nicastro assediato dai Saraceni, Nicastro, Municipio; La figlia del Tintoretto- bozzetto, Catanzaro, Museo Provinciale) alle opere di genere e a quelle ispirate al folclore della sua terra (Un ingenuo passatempo, Costume di Vena-Calabria, esposti a Milano nel 1873). Fu anche presente alla Mostra Internazionale di Roma del 1883 (Studio dal vero, Ricordo di Cerchiara in Calabria).


De Maria Adolfo*

DE MARIA ADOLFO
Barzano (Bologna) 1873 - ?
Diplomatosi insegnante di disegno presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, svolse l'attività didattica prima a Novara e poi a Siena. Fu presente alle esposizioni con paesaggi alpini e scene di vita d'ambientazione montana (Un socio del Club Alpino, esposto a Londra nel 1888; Post nubila Phoebus e Mattino in montagna, esposti alla IV Triennale di Milano nel 1900).


De Magistris Francesco*

DE MAGISTRIS FRANCESCO
Attivo a Milano fra il 1835 e il 1853
E’ noto soprattutto attraverso la documentazione delle esposizioni di Milano degli anni 1835-1853, nelle quali comparve con una serie di ritratti (1835; 1837, Sei ritratti al vero) e con più rari soggetti storici e mitologici (1835, Prometeo; 1837, Enea fuggente da Troia col padre Anchise e il piccolo Ascanio). Alla Mostra braidense del 1853 ritornava con una coppia di effigi “a reminiscenza” (Ritratto della defunta contessa Marianna Confalonieri).


De Maestri Lazzaro*

DE MAESTRI LAZZARO
Savona 1840 - 1910
Frequentò a Genova l’Accademia Ligustica, dove nel 1868 ottenne una borsa di studio che gli permise di perfezionarsi a Firenze. Si specializzò nella decorazione a fresco e in Liguria decorò chiese (Parrocchiale di Diano Marina; Gesù benedicente e L'Adultera, nella cattedrale di Savona) ed edifici privati (Palazzo Balbi, Villa Astengo a Savona). Nel 1918 venne nominato accademico di merito alla Ligustica.


De Luca Pasquale*

DE LUCA PASQUALE
Attivo a Napoli fra il 1848 e il 1866
Genero di G. Gigante, esordì nel 1848 alla Mostra borbonica con La torre a Marepiano; nel 1855 presentò II Varo del vascello il "Monarca" seguito nel Real Cantiere di Castellammare il dì 5/6/1850 (Caserta, Palazzo Reale) che rivela l’adesione a un tipo di vedutismo cronachistico condotto con scrupolosa minuzia e ripro-posto anche in seguito (Simulazione di una battaglia navale nel porto di Napoli alla presenza del re d'Italia, 1865, Napoli, Biblioteca Nazionale). Alla impostazione più moderna della Scuola di Posillipo dovevano invece riferirsi i paesaggi inviati alle promotrici del 1863 (Capri da Massa) e del 1866 (Il Volturno presso Caiazzo).


Del Prato Felice*

DEL PRATO FELICE
Napoli 1863 - dopo il 1916
Proveniente da una famiglia agiata, studiò all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Iniziò a esporre negli anni '90 a Napoli (1891, Mezza figura e Ritratto; 1897, Testa di donna, pastello; 1904, Autoritratto) a Milano (1894, Tipo napoletano, Velo di sposa) e all'estero (Lo spazzacamino, esposto a Londra nel 1888; Una via di Napoli, esposto a Pietroburgo nel 1898). Nel 1900, con il dipinto Mater purissima, prese parte al concorso per l'assegnazione del premio Alinari. Stabilitosi poi a Roma, fu presente alle Esposizioni della Società “In Arte Libertas” del 1901 (I lavoratori di conchiglie) e del 1902 (Autoritratto, Pensierosa).


Del Pozzo Rodolfo*

DEL POZZO RODOLFO
Mammola (Reggio di Calabria) 1867- Catanzaro 1935
Allievo di D. Morelli e M. Tedesco all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dipinse paesaggi, quadri sacri (Madonna del Rosario, chiesa di Mammola) e numerosi ritratti. Nei quadri di figura, caratterizzati dall’uso di sfondi luminosi, mostrò interesse per la definizione degli aspetti sentimentali e psicologici del soggetto (Battaglie dell'anima, Catanzaro, Museo Provinciale).


Del Podestà Domenico*

DEL PODESTÀ DOMENICO
Firenze 1768 - 1862
Allievo dal 1787 al 1799 di P. Pedroni e S. Piattoli all’Accademia di Firenze, nel 1787 e nel 1789 fu premiato nella classe di disegno. Nel 1808 eseguì per la collegiata di Empoli una pala raffigurante La cessazione della peste e affrescò l’arme della cappella del Crocifisso nella chiesa delle Grazie. Nello stesso anno, secondo le fonti, decorò il soffitto della chiesa fiorentina di San Piero in Gattolini con San Pietro portato in cielo dagli angeli. Fra il 1812 e il 1817 partecipò alla decorazione dei quartieri napoleonici di Palazzo Pitti, componen-do sul soffitto della sala delle Arti Giove invia Iride e Minerva sulla terra tra le arti, in forme di garbato neoclassicismo già partecipe del clima antieroico della Restaurazione. Dal 1811 professore onorario all'Accademia, nel 1827 fu nominato primo restauratore delle gallerie fiorentine.


Del Pero Domenico*

DEL PERO DOMENICO
Vermiglio (Trento) 1810 - 1842
Dopo la giovinezza passata in Val di Sole, a partire dal 1830, coltivò la precoce inclinazione per l'arte nelle scuole viennesi, ottenendo compensi e riconoscimenti presso l'imperatore e l'arciduca Carlo. Nel 1835 si stabilì a Milano, dove frequentò per cinque anni l’Accademia di Brera. Rientrato nella terra d'origine nel 1840, visse a Malé e, negli ultimi anni, a Vermiglio: a tale periodo risale la maggior parte delle opere trentine, come i numerosi ritratti per la committenza privata e i dipinti di soggetto sacro per le chiese di Vermiglio, Terzolas, Bolentina, Piazzolla. In questa produzione, che subentrò alle opere di soggetto storico ricorrenti nel periodo viennese, sono manifeste le tendenze puriste sia nelle scelte tematiche, sia nella ripresa della tradizione cinquecentesca italiana sia nei processi di semplificazione cromatica e compositiva.


De Lorenzi Francesco*

DE LORENZI FRANCESCO
Varese 1830 - Genova 1900
Studiò a Milano all’Accademia di Brera. Dopo il 1860 passò a Genova, dove si stabilì definitivamente, dedicandosi all'attività di decoratore di edifici privati (Palazzi Celesia, Pallavicino, Rubattino) e di chiese (oratorio dei SS. Pietro e Paolo, Parrocchiale di Sampierdarena, Parrocchiale di Rivarolo): nell’iconografia della pittura decorativa fu un innovatore, sostituendo ai tradizionali motivi ornamentali fiori, frutti e animali. La notorietà gli procurò commissioni all'estero: lavorò alla decorazione del castello di Wilna in Polonia e, nel 1884, a quella dei padiglioni dell'Esposizione di Nizza. Nello stesso anno venne nominato ac-cademico di merito alla Ligustica dove per molti anni fu titolare della cattedra di ornato.


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