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Schiffi Ezio *

SCHIFFI EZIO
Valenza (Alessandria) I859 - 1940
Dedicatosi inizialmente alla scultura, dal 1884 comparve alle mostre con nature morte e ritratti a olio. Da un viaggio in Africa settentrionale trasse ispirazione per i temi orientalisiti (Studi d'Oriente, esposto a Milano nel 1894), che aggiunse al repertorio di paesaggi lombardi, liguri e francesi (Sulla Marne, esposto a Roma nel 1907, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna). Dal 1906 entrò nell’Associazione romana degli Acquarellisti.


Schiavoni Natale *

SCHIAVONI NATALE
Chioggia (Venezia) 1777 - 1858
La sua vicenda biografica fu a lungo caratterizzata da spostamenti alla ricerca di un'aggiornata istruzione artistica e di sbocchi di mercato. Frequentò l'Accademia di Venezia sotto la guida di F. Maggiotto, si perfezionò a Firenze fino al 1797, quando raggiunse Trieste dove si affermò come miniaturista presso la ricca borghesia mercantile. Determinante fu quindi il soggiorno milanese (1808- 1815), durante il quale poté frequentare gli studi di A. Appiani, G. Longhi, L. Sabatelli. Dell'Appiani, in particolare, ereditò la maniera e l’appellativo di 'pittore delle Grazie’, riservatogli per i temi che diverranno caratteristici della sua fortunata produzione: gli innumerevoli nudi e le ‘mezze figure’ femminili, spesso di contenuto allegorico (Vanità, Mestizia, Allegria, Trieste, Museo Revoltella) che, per il gusto castigato e biedermeier, costituivano un’alternativa conservatrice rispetto alle versioni sensuali di F.Hayez. Chiamato alla corte di Vienna nel 1815, come ritrattista ufficiale, consolidò le proprie fortune tanto che, stabilitosi nel 1821 a Venezia, vi poté acquistare pochi anni dopo il Palazzo Giustinian: qui impiantò lo studio di pittore e la sede di una proficua attività di restauratore e mercante d’arte. I ritratti e le figure femminili che comparvero alle mostre sono documentati dalle opere conservate a Vienna (Maddalena penitente, Kunsthistorisches Museum), a Trieste (Amore e Psiche, Giudizio di Paride, Venere e Amore, Castello di Miramare), a Venezia (Ritratto di Felice Schiavoni, Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro), a Treviso (La tentazione, La seduzione, 1845, Museo Civico Bailo), a Roma (Autoritratto, Galleria Nazionale d’Arte Moderna).


Schiavoni Felice *

SCHIAVONI FELICE
Trieste 1803 - Venezia 1881
Le tappe della sua formazione accademica seguirono gli spostamenti del padre Natale: nel 1814 si iscrisse all’Accademia di Brera di Milano, seguendo le lezioni di L. Sabatelli; dal 1815 al 1821 frequentò l’Accademia di Vienna. Fu poi all'Accademia di Venezia dove completò l’istruzione artistica e cominciò un'attività autonoma. Esordì a Milano nel 1823 con il Riposo in Egitto, seguito nel 1831 dalla Madonna con Bambino e San Giovannino e nel 1832 dal Raffaello che dipinge la Fornarina. Accanto alla fortunata produzione di piccoli quadri alla maniera di Raffaello, coltivò soprattutto la ritrattistica (Ritratto della Granduchessa Elena Paulowna, Venezia, Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro) per committenze di prestigio come quelle della famiglia dello zar, condotte durante il soggiorno in Russia fra 1840 e il 1847. Di rilievo fu anche la produzione di soggetti religiosi, primo fra gli altri la Presentazione di Gesù al Tempio (1836) per la chiesa di Sant’Antonio Nuovo a Trieste, dove il colorismo della tradizione veneta si univa alla purezza e all’equilibrio raffaelleschi. Il fratello Giovanni (1804 - 1849) seguì il suo stesso percorso formativo. Fu abile incisore e miniaturista, oltre che pittore e frescante: eseguì ritratti e soggetti religiosi (San Luca, San Silvestro, chiesa di San Luca, Venezia). Lavorò molti anni all'estero, soprattutto in Europa orientale. Tornato a Venezia nel 1843, partecipò alla difesa della città nel 1849, cadendo negli scontri sul Forte Marghera.


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