Vetri Paolo *
VETRI PAOLO
Castrogiovanni 1855 - Napoli 1937
Dalla nativa Enna (un tempo denominata Castrogiovanni) giunse a Napoli appena dodicenne e divenne l'allievo prediletto di D. Morelli, del quale in seguito sposò la figlia Eleonora. Esordì alla Promotrice del 1871 con Un nuovo menestrello. Dipinse ritratti, scene di genere, soggetti sacri e orientali.Nel 1875 presentò a Napoli Le mummie (Napoli, Museo di Capodimonte), dove già è evidente la peculiare ricercatezza cromaticae l’attenzione verista. Gran parte della sua produzione fu peraltro legata alle decorazioni a fresco sia di carattere profano (ciclo allegorico della Biblioteca Lucchesi-Palli, Napoli) sia religioso (basilica di San Francesco a Palermo, 1891). Espose a Napoli dal 1871 al 1922, a Milano dal 1878 al 1906 (1881, Lancillotto e Ginevra, Gesù in casa del Sommo Sacerdote e Costume arabo) e a Torino dal 1880 al 1902. Dal 1891 fu docente di Disegno presso l’Accademia partenopea.
Vervloet Frans *
VERVLOET FRANS
Malines (Belgio) 1795 - Venezia 1872
Paesista e pittore d'interni, di formazione tardosettecentesca, dopo un soggiorno a Roma dal 1822 al 1824 (L'interno di San Pietro, Amsterdam, Rijksmuseum) si stabilì a Napoli dove si accostò a A. S. Pitloo (Il tempio di Venere a Baia, Una veduta del Largo del Castello, Napoli, Museo di San Martino). Figurò alle esposizioni borboniche dal 1826 al 1841 (1826, Interno della chiesa di San Giovanni a Carbonara, Interno della chiesa di San Lorenzo Maggiore, Napoli, Museo di Capodimonte; 1830, Vestibolo di San Giacomo; 1841, Interno della Cappella Reale di Palermo). Per soddisfare le numerose commissioni, fra le altre quelle di Ferdinando II di Borbone e dello zar Nicola I (Veduta della villa Floridiana, 1849, Napoli, Museo di San Martino), compì escursioni in Italia meridionale, alla ricerca di nuovi motivi; dal 1832 al 1839 tenne uno studio a Venezia (Piazza San Marco, Napoli, Palazzo Reale) e nel 1844 fece un breve viaggio in Turchia. Dopo alterni soggiorni a Gaeta (La flotta napoletana, francese e spagnola nella rada di Gaeta, 1849, Napoli, Museo di San Martino), a Napoli (Interno della certosa di San Martino, 1852, Napoli, Museo di Capodimonte), a Livorno, si trasferì negli ultimi anni a Venezia.

