Berisso Alfredo*
BERISSO ALFREDO
Buenos Aires (Argentina) 1873 - Genova 1931
Nato da famiglia ligure, dal 1898 risiedette a Genova. Influenzato inizialmente dalle brumose atmosfere di E. Carrière, poi dall'impressionismo di A. Renoir e, soprattutto, di A. Sisley, si dedicò in prevalenza al paesaggio. Nel 1900 espose alla Triennale di Milano La sinfonia del mare, poi fu a esposizioni nazionali e intemazionali con opere di soggetto ligure: a Genova, alla Promotrice del 1901 (Autunno, Giornata piovosa, Testa, Sinfonia del mare, Paesaggio ligure, Tralcio d'uva) e del 1904 (due Sole del mattino, Ninfa, Notte di pioggia), a Londra nel 1904 all'Esposizione d’Arte Italiana, a Parigi nel 1909 al Salon d’Automne (Sensazioni di mattino in Liguria). Dal primo dopoguerra lasciò la pittura per dedicarsi alla musica.
Beri Marcello*
BERI MARCELLO
Pavia 1868 - Voghera (Pavia) 1906
Si formò a Pavia tra il 1880 e il 1885 frequentando i corsi di P. Michis alla Civica Scuola di Pittura; vincitore del premio Lauzi con un Ragazzo che toma a casa, assunse dal maestro un tocco spigliato, che utilizzò, non sempre in modo originale, in animate scene di interno o nella raffigurazione di scorci di vita popolare (Giovinetta con secchio di verdure, Pavia, Museo Civico).
Beri Giovanni*
BERI GIOVANNI
Trivolzio (Pavia) 1841 - Pavia 1924
Formatosi con G. Trécourt alla Civica Scuola di Pittura di Pavia, nel 1865 vinse il premio Lauzi con L'elemosina e nel 1867 il premio Frank con Bartolomeo Colleoni si reca a visitare la tomba della figlia Medea scolpita da Giovanni Antonio Amadeo (entrambe a Pavia, Museo Civico). Legato, per forme e soggetti, al Realismo lombardo, fu anche pittore-fotografo, ricercato nell’ambiente della borghesia pavese, sia per i ritratti a olio sia per quelli realizzati con tecnica mista.
Berger Giacomo*
BERGER GIACOMO
Chambery (Francia) 1754 - Napoli 1822
Allievo di L. Pecheux all'Accademia di Torino, nel 1782 fu premiato al concorso dell’Accademia di Parma per II greco Simone dinanzi a Priamo. Completò la sua formazione a Roma; qui, dal 1784, frequentò la scuola di D. Corvi, ma anche l’ambiente dell’Academia di Francia, dove conobbe e poté studiare le opere di J. L. David. Nel 1876 espose a Palazzo Medici Procri morente, La casta Susanna, La moglie di Putifarre, Orfeo che piange Euridice e La morte di Epaminonda, che furono acquistati da Lord Bristol per la sua collezione. Nel 1805 presentò a Milano All’isola di Seriffo viene raccolta l’arca di Danae e Perseo e nel 1808 ottenne la cattedra di pittura di storia all’Accademia di Belle Arti di Napoli: qui la sua presenza contribuì alla svolta neoclassica della cultura artistica napoletana iniziata da J. B. Wicar. Per la committenza murattiana eseguì La Giustizia (Caserta, Palazzo Reale). Con la Restaurazione borbonica fu riconfermato dal 1816 nell’incarico accademico che mantenne fino 1819, e partecipò al riordinamento del Real Museo Borbonico. Tra le opere eseguite a Napoli figura anche La regina Sancia rinuncia al chiostro per la corona di Napoli (Napoli, Palazzo della Prefettura).
Bergamini Francesco*
BERGAMINI FRANCESCO
Roma 1851 -1900
Si specializzò in dipinti di genere, eseguiti con uno stile vigorosamente realista memore della scuola napoletana. Partecipò a Roma nel 1891 all’Esposizione della Società Amatori e Cultori delle Belle Arti (di cui fu nominato membro nel 1900) e ancora nel 1893 all’Esposizione Nazionale (Gli ultimi).
Bergamaschi Giovanni*
BERGAMASCHI GIOVANNI
Cremona 1828 - Casalmaggiore (Cremona) 1903
Rappresentante di un Naturalismo accademico dettagliato e composto, l'artista coltivò soprattutto la pittura sacra e la ritrattistica (Como, Museo del Risorgimento; Genova, Accademia Ligustica) ma si misurò anche con i temi di storia (Beatrice Cenci, premiata all'Esposizione di Cremona del 1863). Nel 1861 inviò alla Prima Esposizione Italiana di Firenze un San Vincenzo di Paola che presenta alle suore de la Carità alcune zitelle pericolanti, eseguito per il convento di Sant'Angelo a Cremona. Nella Parrocchiale di Sesto Cremonese lasciò il Martirio dei Santi Nazario e Celso e la decorazione a fresco; lavorò anche nelle chiese cremonesi di Sant’Angelo e di San Pietro e nel teatro Ponchielli. Fu presente alle esposizioni fino al 1896 con ritratti (a Milano nel 1875 e nel 1882), quadri di genere (Ninì ha fame, esposto a Venezia nel 1887) e altre opere di tema letterario (Torino 1884).
Benzoni Enrico*
BENZONI ENRICO
Clusone (Bergamo) 1840 - ?
Al pittore, attivo in piccoli centri della val Seriana, si deve il Martirio di San Bartolomeo (1888, Songavazzo, Bergamo) oltre al coevo Sant'Antonio e alle stazioni della Via Crucis per la Parrocchiale di San Lorenzo presso Rovetta. La sua attività di ritrattista (Ritratto d'uomo con fermacravatte, Ritratto di donna con libro di preghiera) è documentata in collezioni private bergamasche.
Benvenuti Niccola*
BENVENUTI NICCOLA
Arezzo 1785 - Firenze 1851
Fratello minore di Pietro e suo allievo, studiò dal 1804 all’Accademia di Firenze, dove venne premiato al concorso del 1812 per un Apollo citaredo, e presentò all’esposizione annuale del 1816 il dipinto La parabola del Samaritano. Nel 1822 riuscì a ottenere la prima commissione importante: ebbe infatti l’incarico di decorare i due soffitti del fiorentino Palazzo Borghese con soggetti mitologici (Clizia cangiata in girasole e Fausto con Romolo e Remo). Due anni più tardi, nel 1824, fu chiamato a lavorare per Palazzo Pitti, ove affrescò un soffitto con Bireno che abbandona Olimpia, ora scialbato.
Benucci Francesco*
BENUCCI FRANCESCO
Perugia I826 - Parigi 1871
Una vita movimentata, costellata da continui viaggi in Italia e in Europa, fino alla tragica morte avvenuta a Parigi nel 1871, durante il periodo della Comune, hanno sicuramente contribuito alla dispersione delle opere di questo promettente artista di cui oggi risulta reperibile un solo dipinto, Raffaello accolto nella bottega del Perugino (1851, Perugia, Accademia di Belle Arti). La formazione purista, arricchita dalle esperienze maturate a Roma, a San Pietroburgo e a Berlino, appare strettamente legata al gusto rievocativo delle tematiche storiche ed epiche. Si ha anche notizia di un dipinto tratto da un soggetto ariostesco, Olimpia abbandonata da Bireno.
Bensa Giuseppe*
BENSA GIUSEPPE
Attivo a Firenze fra il 1851 e il 1885
Nel 1851 il pittore è documentato per la prima volta nei cataloghi delle mostre fiorentine (La piazza di Siena) e nella città toscana seguitò a esporre con regolarità, talvolta presentandosi insieme a Francesco Bensa, con il quale si suppone una parentela, comunque non documentata. I soggetti preferiti fino al 1875 ca. furono i paesaggi e le vedute cittadine riprese in diverse località d’Italia (Loggia del grano a Firenze, 1866; Veduta di Messina, 1867; Lago Lowez, Svizzera, 1871; Pianure d'Ostia, 1871; Una strada a Coarazza-Alpi Marittime, 1878), ai quali si aggiunsero poi temi di genere (Svogliatezza, presentato a Firenze e a Torino nel 1875; Duetto, esposto a Genova nel 1877). All’Esposizione Internazionale di Roma del 1883 si presentò con tre terrecotte decorate (La Caduta degli angeli con le figlie degli uomini, I primi allori di Saffo, Mazzo di rose).
